5 Consigli per i primi mesi con un neonato

Primi-mesi-con-un-neonato-a-casa
I primi mesi a casa con un neonato sono particolarmente impegnativi per la mamma. Ecco alcuni consigli per viverli serenamente.

Condividi il post

I primi mesi con un neonato a casa, sono particolarmente impegnativi per la mamma.

Ecco alcuni consigli per viverli serenamente.

Dopo il parto, a un tratto ci troviamo a casa in tre, se si tratta del nostro primo figlio, con un neonato e delle abitudini da rimpostare.

La nostra felicità sarà immensa ma l’impegno non sarà certo da meno.       

Ci accorgeremo presto dei cambiamenti da affrontare.

I primi mesi in particolare saranno stravolti ma, un passo per volta e senza avere fretta, il puzzle della nostra vita riprenderà forma.

Un puzzle in continua evoluzione e ricco di sorprese che durerà per sempre.

Un pezzetto per volta servirà a creare il nostro puzzle che si chiama FAMIGLIA!

Vediamo alcuni consigli utili per vivere questi mesi serenamente.

5 consigli per i primi mesi con un neonato
5 consigli per i primi mesi con un neonato

Iscriviti alla newsletter e ricevi il contenuto Premium "Come vivere la giornata in modo positivo"

Sonno e stanchezza: le prime difficoltà da affrontare

I primi mesi, con un neonato a casa, sono particolarmente impegnativi perché cambia completamente le nostre abitudini e il nostro equilibrio personale.

Dopo il parto in ospedale, rientreremo a casa in tre, se si tratta del primo figlio, la famiglia sarà aumentata e con lei la felicità.

Ci renderemo conto che sarà aumentato anche l’impegno quotidiano e….a dire la verità non mi aspettavo fosse così impegnativo!

Questa è stata una delle prime frasi che ho detto a mio marito nei primi giorni a casa con mio figlio.

Le prime cose da affrontare, per una mamma, nei primi mesi sono il sonno e la stanchezza.

Me lo dicevano in tante ma ti rendi conto realmente solo quando lo vivi.

Magari eravamo abituate a dormire 7- 8 ore a notte e il fine settimana lo usavamo per rilassarci.

I ritmi, quando diventi mamma, sono dettati da nostro figlio e dalle sue esigenze.

Dobbiamo solo imparare ad adeguarci ad altri ritmi, con un po’ di pazienza le abitudini cambieranno.

>>> Leggi anche l’articolo correlato “Come cambia la vita con l’arrivo di un figlio: 15 segreti da sapere”

Allattare un neonato richiede impegno…ogni 2 ore per allattamento al seno

L’allattamento al seno, di un neonato, è impegnativo perché ogni 2 ore occorre attaccarlo, questo servirà a nutrirlo e a favorire la montata lattea.

L’attacco al seno sarà, di giorno e di notte, ogni 2 ore e questo renderà difficoltoso il sonno della mamma.

Di notte, si avrà anche timore di addormentarsi tenendo fra le braccio il neonato per paura di fargli male.

Succederà in particolare il primo mese, poi questi timori andranno scemando.

Per la mamma e il neonato, l’allattamento al seno, è un momento di tenerezza ed è utile a far crescere il legame mamma-figlio.

Dobbiamo sapere che allattare per la mamma è anche stancante, quindi, è opportuno mettere a conoscenza i famigliari, magari inconsapevoli.

In questo modo, possono essere utili e, nel possibile, concedere qualche minuto di riposo alla mamma.

Allattamento artificiale ogni 3 ore e mezzo

L’allattamento del neonato, con il latte artificiale, sarà ogni 3 ore e mezzo questo perché il latte è meno digeribile del latte materno.

Ci saranno dei pro e dei contro anche in questo caso.

Tra una poppata e l’altra, si ha più tempo per far addormentare il piccolo e quindi permettere di riposare anche alla mamma.

Dovremo preparare in anticipo il necessario.

Come vi avevo spiegato nell’articolo precedente “cosa serve per un neonato”, ci sono alcune cose che agevolano la preparazione e aiutano a gestire meglio i tempi.

L’utilizzo di un bollitore elettrico, impostato alla temperatura desiderata, aiuterà a bollire l’acqua che poi verseremo nel biberon e misceleremo con il latte artificiale in base alla quantità desiderata.

Personalmente, il bollitore, lo trovo molto utile e lo utilizzo anche per noi per un caffè d’orzo, un the o tisana.

Altra cosa che ricomprerei è lo sterilizzatore perché permette di risparmiare altro tempo utile per riposare.

Se avete il microonde potete usare anche un set adeguato per sterilizzare al forno o microonde.

In caso di utilizzo di latte artificiale in forma liquida, vi servirà lo scalda biberon in modo da riscaldare uniformemente il latte alla temperatura desiderata.

Inoltre, se la vostra casa è su due piani, consiglio di prendere anche un termos, io l’ho scelto più grande che userò anche come porta pappa in modo da utilizzarlo per più tempo.

Devo dire che mantiene il lette e la pappa calda fino a 5 ore e tiepidi fino a 7 ore.

Queste cose permetteranno di risparmiare tempo utile e concedere alla mamma di riposare.

Vi assicuro che i primi mesi anche 10 minuti servono alla mamma per riposare.

Allattamento artificiale con il biberon nei primi mesi
Allattamento artificiale con il biberon nei primi mesi

Riposare quando dorme il neonato

Per la mamma, è importantissimo imparare a riposare e dormire tutte le volte che si addormenta il neonato.

Recuperare il sonno arretrato anche poche manciate di minuti per volta.

Considerate che la mamma, prima di allattare il neonato, lo deve cambiare e se occorre lavare quindi questo procedimento può portare via 10-15, nelle le prime settimane.

Il cambio pannolino, è consigliato prima della poppata per evitare che il bimbo rigurgiti dopo mangiato.

Le prime settimane, noi mamme, ci mettiamo sicuramente di più a fare alcuni passaggi per timore di fargli male o di sballottarlo troppo.

Poi, con il passare del tempo e la pratica, si diventa velocissime.

La mamma deve riposare nei mesi con un neonato
La mamma deve riposare nei mesi con un neonato

Nei primi mesi meglio mettere da parte le faccende domestiche

Una delle cose che possiamo mettere da parte, noi mamme, nei primi mesi sono le faccende domestiche.

Può sembrare assurdo e sbagliato ma non lo è affatto, perché questo tempo lo utilizzeremo per occuparci del nostro piccolino, riposare o fare una doccia.

Ci serve il tempo per nutrirci, preparando qualcosa da mangiare, perché sarà necessario per la nostra salute e di riflesso per curare il nostro bambino.

La pulizia in casa è importante e, nel possibile, chiederemo supporto per questo a nostro marito o compagno oppure a un famigliare o amica.

Con il tempo riusciremo a sbrigare le faccende normalmente, con i tempi e i modi necessari occupandoci anche del nostro piccolino.

L’importante è non avere fretta o sentirsi in colpa perché non riusciamo a fare tutto come prima

La giornata tipo nei primi mesi a casa con un neonato

La giornata tipo, nei primi mesi, a casa con un neonato ci sembrerà metodica e, in effetti, lo sarà.

Le 24 ore della giornata gireranno intorno alle cure del nostro piccolino.

Lo allatteremo ogni 2 ore al seno o ogni 3 ore e mezzo con latte artificiale.

In quest’ultimo caso, inizieremo a preparare il latte in anticipo in modo da farlo raffreddare qualche minuto.

Intanto, penseremo a cambiare il pannolino e se occorre a lavare il nostro neonato.

Poi lo allatteremo, terminata la poppata gli faremo fare il ruttino in modo che digerisca.

In ospedale ci hanno detto che, nelle prime settimane, non sempre i neonati fanno il ruttino ma mio figlio riusciva a farlo tranquillamente se non si addormentava prima.

Poi con un dolce cullare e intonando una ninna nanna addormenteremo il nostro piccolino.

Se volete qualche consiglio per una ninna nanna efficace potete leggere l’articolo “7 ninna nanna neonati per un dolce dormire“.

Con delicatezza, lo appoggeremo in culla sperando di non svegliarlo.

Controlleremo l’orologio per sapere tra quanto tempo dovrà ancora poppare e useremo il poco tempo rimasto per riposare o dormire.

E questo lo ripeteremo a ciclo continuo per le 24 ore.

La notte sarà più difficoltosa se, come nel caso di mio figlio, il piccolino teme il buio, tende a svegliarsi quando lo appoggi in culla oppure se ha le colichette.

La nanna nei primi mesi
La nanna nei primi mesi

Trovare il tempo da dedicarsi per la mamma è difficile ma serve

Ammetto che è difficoltoso per la mamma, nei primi mesi, trovare del tempo da dedicarsi ma è necessario per stare bene.

Ritagliare qualche minuto nella giornata per farsi una doccia rigenerante oppure uscire sul balcone o giardino a bersi un caffè in silenzio osservando il cielo saranno utili alla mamma per ripartire ad occuparci del nostro piccolino.

Sono piccolissime cose che aiutano la mamma ad affrontare la lunga giornata con il suo piccolino.

Durante la giornata fare una passeggiata all’aperto servirà a entrambi per rilassarsi

Se il clima lo permette, fare passeggiate all’aperto con il piccolo aiuta entrambi a rilassarsi.

Inoltre ai neonati piace molto il passeggino e spesso si addormentano durante le passeggiate.

Fa bene uscire all’aria aperta al neonato, naturalmente coprendoli il necessario in base alla stagione.

Iscriviti alla newsletter e ricevi il contenuto Premium "Come vivere la giornata in modo positivo"

Saper riconoscere i propri limiti da mamma

Anche le mamme hanno i loro limiti ed è bene riconoscerli.

Ci si aspetta che, la mamma, non si stanchi mai e riesca a fare tutto.

Non è così!

Prima di scoppiare per la stanchezza è meglio fermarsi e riconosce i propri limiti.

Quando è necessario, prendiamoci qualche minuto per staccare, facendo una doccia o uscendo a prendere qualche minuto di ossigeno.

Spieghiamo semplicemente, a nostro marito o compagno, che abbiamo necessità di riposare e chiediamogli supporto.

Da quando sono mamma non riesco a fare nulla

Questa può essere l’impressione che abbiamo noi mamme nelle prime settimane a casa con un neonato.

In parte è vero, perché abbiamo bisogno di capire come reimpostare le abitudini e i tempi necessari.

Occorre del tempo che per ognuna di noi è differente, ma riusciremo a fare tutto come prima.

Anzi ci sembrerà di fare anche molto di più di prima.

Persino trovare il tempo per noi stesse!

Imparare a chiedere supporto al marito o compagno è importante anche durante la notte

Può sembrare banale ma non lo è perché può succedere, come nel mio caso, di sentirsi in difetto verso il papà del bimbo che lavora.

Mi spiego meglio.

Sapendo di essere a casa tutto il giorno in congedo dal lavoro, sembra che sia compito nostro quello che succede a casa con il neonato.

Ho capito strada facendo che non è proprio così!

La mamma, avendo questo ritmo 24 ore su 24, ad un certo punto ha bisogno di riposare.

Chiedere con onestà e semplicità al marito o compagno di aiutarla è importante.

Dipende poi dal lavoro del papà ma nel possibile, tenere il bambino mentre la mamma riposa o dorme anche di notte dopo la poppata diventa un grande sostegno per la mamma.

Saper chiedere aiuto ai propri famigliari anche solo per un’ora

Siamo ormai nel 2022 e, diversamente dalla generazione dei nostri genitori, ci troviamo a vivere la maternità più soli rispetto a prima.

Quando vi era la nascita di un neonato, le mamme avevano il sostegno nei primi mesi da uno o più famigliari.

Questo perché le famiglie erano più numerose e una sorella, cugina o la mamma stessa se non lavorava poteva venire in aiuto della neomamma.

L’aiuto che riceveva la neomamma, anche solo di un’ora durante il giorno, era rigenerante per lei.

Oggi ci troviamo a vivere la maternità diversamente e la situazione è peggiorata con l’arrivo del COVID-19.

Credo che le neomamma debbano chiedere aiuto ai propri famigliari, se possibile, anche solo per controllare il piccolo mentre si riposano dalla routine.

Questo tempo, le neo-mamme, possono usarlo per rilassare mente e fisico.

Permettersi di prendere un po’ d’aria o semplicemente fare una doccia calda piuttosto che dormire senza il pensiero del suo bimbo che potrebbe piangere.

La neomamma da parte sua, non deve sentirsi da meno perché chiede aiuto anzi il contrario.

Il tempo che userà per riposare servirà per ripartire con le cure del neonato con maggiore grinta e attenzione.

Organizzarsi in modo da poter uscire con il neonato

La parola “organizzazione” sarà indispensabile con l’arrivo di un neonato e con il crescere della famiglia.

Sapersi organizzare, in modo efficiente, vi aiuterà a gestire la situazione senza rinunciare a diverse cose.

Tra queste cose è importante non rinunciare alle uscite con il neonato anche solo per una passeggiata.

La passeggiata, come abbiamo detto prima, fa molto bene alla mamma e al neonato per molti motivi.

Certo non sarà come prima del suo arrivo, dove prendevamo giacca, borsa e uscivamo.

Dopo aver dato la poppata al nostro piccolino, prenderemo la borsa con il necessario per il neonato controllando che non manchi nulla e poi usciremo con il piccolo in braccio e la borsa del neonato a tracolla.

La borsa, solitamente, è data in dotazione con l’acquisto del “Passeggino Trio”.

Se non fosse così per qualsiasi motivo, potete trovarne diversi modelli ma vi consiglio che abbia la tracolla.

Potreste valutare anche un set di borse come vi avevo consigliato nell’articolo “valigia per il parto” per l’occasione della preparazione del borsone oppure una borsa a zaino magari con fasciatoio per comodità.

Vediamo cosa mettere nella borsa per il neonato:

– pannolini;

– salviettine deumidificate;

crema protettiva;

– fasciatoio portatile in dotazione nella borsa;

– asciugamano piccolo;

– un bavaglino;

– un ciuccio e porta ciuccio, se lo utilizza;

– una tutina di cambio, in caso di necessità;

– un pacchetto di fazzoletti;

– gel disinfettanti mani.

Questo contenuto è il necessario per una passeggiata breve.

Se pensate di allungare la passeggiata, con una visita a un famigliare o amici, nella borsa serviranno anche:

– un gioco d’intrattenimento per il piccolino;

– se usate il latte artificiale, servirà un contenitore con la formula e un biberon.

Questo basterà fino ai 4 -5 mesi del neonato perché con l’inizio dello svezzamento dovremo aggiungere altre cose che vedremo nei prossimi articoli.

Molti neonati si addormentano facilmente in auto o nel passeggino

Una delle maggiori difficoltà da affrontare, nei primi mesi, con un neonato è il suo pianto incessante che può durare anche ore.

I motivi possono essere diversi ma ai neonati piacciono particolarmente l’auto e il passeggino dove, spesso si addormentano dopo pochi minuti.

E’ un metodo usato da alcuni genitori per far addormentare il neonato quello di girare in auto per un po’, fino a quando il piccolo si addormenta.

Anche il passeggino e il suo movimento, ottengono ottimi risultati per farli addormentare e rilassare e mio figlio è uno di questi casi.

Noi facevamo lunghe passeggiate aiutati anche dalla stagione primaverile.

A passeggio nel Trio
A passeggio nel Trio

Il pianto di un neonato e per quali motivi può piangere

Quando un neonato vuole comunicare una suo bisogno piange.

Quindi il suo pianto può essere per diversi motivi.

Il difficile è proprio quello di capire quale può essere il problema.

Con il tempo, s’impara a conoscere anche il tipo di pianto del proprio figlio, per me è stato così.

Un neonato può piangere per questi motivi:

– ha fame;

– ha il pannolino sporco;

– i rumori lo infastidiscono;

– l’ambiente è troppo caldo;

– l’ambiente è troppo freddo;

– sente dolore.

>>> Leggi anche l’articolo “Scatti di crescita”. 

Le colichette sono dolorose per un neonato

Alcuni neonati ne soffrono altri no, ma le “colichette” sono particolarmente dolorose.

Le coliche sono provocate dall’incapacità del neonato di coordinare suzione e deglutizione durante le poppate creando gas nell’intestino.

La presenza di gas nell’intestino può anche dipendere da un’alterazione della flora intestinale.

Spesso, le coliche, si presentano nella fase serale e notturna e il neonato può piangere ininterrottamente per ore.

Si possono riconoscere dal pianto insistente e dall’irrigidirsi del piccolo allungando e stendendo le gambe.

Vi assicuro che per la mamma è straziante vederlo soffrire.

Il mio bambino ne ha sofferto per i primi due mesi e mezzo.

Solitamente possono durare fino a 4 mesi passati del neonato ed in caso persistono anche dopo è opportuno consultare il pediatra.

Può essere utile per consolare il piccolo fare un massaggio rilassante sulla schiena o sulla pancia del neonato.

Questo per aiutarlo a espellere l’aria in eccesso.

Inoltre, la mamma o il papà, possono tenerlo in braccio con “contatto pelle a pelle” magari usando la fascia babywearing.

Aiuta il neonato anche tenerlo in braccio e cullarlo cercando la posizione che lo rilassa.

La posizione anti-colica è molto usata, cioè mettere il neonato a pancia in giù sul braccio del genitore e con la sua testa nell’incavo del gomito.

Dondolarlo, dando delle piccole pacche sul sedere, può aiutarlo.

Anche questa posizione aiuta la fuoriuscita di aria dall’intestino.

Per il problema delle coliche possono aiutare il neonato:

– alimentarlo in modo corretto e non eccessivo;

– fargli un bagnetto caldo e rilassante;

– ridurre luci e rumori forti;

– fargli ascoltare musica rilassante o cantargli la ninna nanna;

– portarlo a fare una passeggiata in auto oppure a piedi nella fascia o nel marsupio neonato.

– sotto consultazione del pediatra esistono delle gocce che possono aiutare ad alleviare le coliche.

>>> Leggi anche l’articolo “Coliche neonato”.

I primi mesi per imparare a conoscersi

Esiste un legame tra mamma e figlio ma i primi mesi servono a entrambi per imparare a conoscersi.

Cosa pensa un neonato nei primi 6 mesi di vita è un punto di domanda.

La mamma imparerà molto del suo neonato che non essendo in grado di esprimersi comunicherà attraverso il pianto e i gesti intesi come movimenti.

Questa conoscenza avverrà gradualmente e avrà bisogno dei suoi tempi che per ognuna saranno differenti.

In base ad alcune cose si comprenderà quando nostro figlio ha fame.

Nell’articolo “allattamento”, vi ho spiegato che ci sono alcuni segnali che invia il nostro bambino quando ha fame.

Possiamo capire quando il neonato ha fame, da questi segnali:

– leccarsi le labbra;

– fare movimenti di ricerca e di suzione con la bocca;

– strusciare la testa sul materasso o sul collo o sulle spalle della mamma;

– portarsi le manine alla bocca.

Mentre, quando il neonato ha sonno, spesso si strofinano gli occhi con le manine e sbadiglia.

Se siamo attenti quando sta facendo la pupù, può fare dei piccoli gemiti per la “spinta”, diventare rosso in viso e in alcuni casi piangere.

Il neonato riconoscerà inizialmente la mamma e il papà dall’odore, dal tatto, dal suono della voce e quando inizierà a vedere anche con la vista.

Seguire i ritmi del nostro neonato e non il contrario

La mamma si deve adeguare ai ritmi e alle necessità del suo piccolino.

Inizialmente, per la mamma, può essere difficile abituarsi a un ritmo completamente diverso da prima e dettato dalle necessità di un neonato.

Con il tempo diventa naturale ma è importante NON pensare che sia il neonato ad adeguarsi alla mamma.

Mi è capitato di sentire qualche commento in merito e credo sia sbagliato.

Questo perché le necessità di un neonato sono la priorità.

Poi crescendo il bambino, con i dovuti tempi e modi, imparerà a seguire i ritmi dei genitori.

Primi giorni sveglio in culla
Primi giorni sveglio in culla

Conclusioni

I primi mesi con un neonato, sono davvero impegnativi.

In questo articolo, ho sottolineato le difficoltà di una mamma, nei primi mesi a casa con il suo bambino, alle prese con una nuova vita.

Il cambiamento dei ritmi, un nuovo equilibrio da ristabilire e come affrontare questi primi mesi nel modo più sereno possibile.

La buona notizia è che passati i primi mesi, tutto diventerà la normalità.

Auguri mamme e godetevi il vostro piccolino prima di rientrare al lavoro!

Iscriviti alla newsletter e ricevi il contenuto Premium "Come vivere la giornata in modo positivo"

TI È SERVITO QUESTO ARTICOLO?

SCRIVIMI NEI COMMENTI E CONDIVIDI SUI SOCIAL

Condividi il post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

EDUCAZIONE POSITIVA: PRINCIPI E BENEFICI
Ricominciare

Educazione positiva: Principi e benefici

L’educazione positiva è una filosofia educativa che offre ai genitori un approccio alternativo verso i propri figli attraverso la comprensione e l’empatia.