Allattamento

Allattamento al seno
Ecco cosa sapere sull'allattamento nei primi giorni a casa con il neonato: quando allattare, come capire il giusto attacco e quali posizioni utilizzare.

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Lallattamento del nostro bambino inizia subito dopo il parto, con l’attacco al seno materno.

In ospedale abbiamo il sostegno delle ostetriche che ci aiutano ad avviare l’allattamento al seno materno.

Un’emozione indescrivibile e indimenticabile grazie al dono di essere mamma.

Ecco che finalmente rientriamo a casa dall’ospedale e siamo da sole con il nostro piccolino.

La nostra famiglia è aumentata e una nuova avventura ci aspetta.

Ci sembrerà tutto diverso e sarà così!

Nuove abitudini, orari differenti e soprattutto questa domanda “che cosa devo fare con un neonato?”, in particolare quando si tratta del primo figlio.

Tutto normale, non preoccupatevi!

A casa saremo un po’ spaesati…tempo qualche giorno e tutto prenderà forma.

Tra le tante cose che impareremo ci sarà l’allattamento del nostro bimbo.

Meglio avere qualche informazione in merito che, in parte, apprendiamo durante il corso di accompagnamento alla nascita.

Ecco cosa dobbiamo sapere sull’allattamento del neonato.

Allattamento al seno materno
Allattamento al seno materno

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La scelta dell’allattamento

Lallattamento inizia con lattacco al seno materno, subito dopo il parto.

Durante il corso di accompagnamento alla nascita, ti avranno sicuramente avranno parlato di quest’argomento.

Hai fatto il corso di accompagnamento alla nascita?

Durante il corso, valorizzano e spiegano l’importanza di un allattamento al seno materno.

La mamma può fare questa scelta, ma favoriscono l’allattamento al seno materno attraverso un’informazione completa e un supporto alla nascita.

Il motivo è semplice, il bambino e la mamma hanno molti benefici che adesso andremo ad approfondire.

Vorrei aggiungere che, se una mamma sceglie l’allattamento artificiale, non deve essere in alcun modo giudicata e non deve sentirsi in colpa verso il figlio.

Ci tengo a spiegarlo per un motivo, spesso sento parlare di questi giudizi che possono fare molto male a una neomamma che si trova a vivere una serie di cambiamenti e a prendere questa decisione per i più svariati motivi.

Hai sentito qualcuno di questi giudizi?

Ebbene, alcuni, sono alquanto eccessivi a mio avviso e in una fase del genere, possono danneggiare lo stato emotivo della mamma.

Il primo attacco al seno del neonato

Il primo attacco al seno materno del nascituro avviene proprio alla sua nascita, escluso naturalmente casi particolari.

In caso di parto naturale, le ostetriche (o chi per loro) in sala parto, mettono il nascituro sulla pancia della mamma.

Il neonato, nonostante non veda ancora, si arrampica sul ventre della mamma cercando il capezzolo e, quando lo trova, inizia a ciucciare.

Si tratta del famoso “contatto pelle a pelle”.

Un istinto naturale e davvero un miracolo della vita!

Lattacco al seno è IMMEDIATO dopo il parto e comunque è importante che sia durante la prima ora di vita, eccetto casi particolari.

Il seno materno produce il colostro anche se in piccolissime quantità e questo è il liquido di cui necessita il neonato.

Il colostro ha un colore giallo-arancione, prodotto dalle ghiandole mammarie durante la gravidanza e subito dopo il parto.

Nelle prime 24h di vita, il neonato assume circa 5 ml di colostro per poppata, pochissimo se ci pensi ma il suo stomaco è piccolissimo.

Ecco che il suo pianto disperato, in realtà, non dipende dalla fame, ma dalla paura che prova essendo tutto nuovo per lui.

Il primo attacco avviene da sdraiate o semi-sdraiate che permette la corretta posizione “pancia a pancia”.

La stabilità della posizione consente la corretta apertura della bocca al neonato.

Lattacco del bambino è istintivo per natura, quindi, solo se la posizione è sbagliata può esserci un attacco scorretto.

Nel caso in cui sono stati somministrati farmaci nel travaglio e nel parto, la situazione può essere differente perché questi possono ridurre le capacità istintive del bambino per l’attacco e la suzione.

L’importanza dell’allattamento al seno nei primi giorni

Il neonato ha bisogno della mamma, di sentire la sua pelle, il suo calore oltre al nutrimento del suo seno.

Nelle prime 24 ore di vita, il nascituro, dovrebbe poppare 8-10 volte al giorno e, al minimo lamento, il neonato dovrà ricevere il nostro seno.

Nei giorni di permanenza in ospedale, la mamma deve occuparsi solo del suo piccolo, tenerlo sul suo petto e nutrirlo ogni volta che lo richiede.

Sarà più faticoso l’allattamento al seno per le mamme che hanno subito un cesareo, ma comunque possibile.

Chiediamo aiuto alle nostre vicine di letto o le addette in ospedale, per prendere il bambino e metterlo nel nostro letto, sollevando le sponde per sicurezza.

Le posizioni possono essere lateralmente sul fianco se il seno è grande oppure orizzontale sotto il seno se è piccolo, in modo che le gambe del bimbo vadano verso il lato e non sulla pancia.

L’importante è mettere il neonato con il suo naso ad altezza capezzolo.

Come abbiamo anticipato, il nostro seno produrrà il colostro di cui necessita il neonato per il nutrimento, nei primi giorni di vita.

Ma cosa contiene il colostro?

Il colostro contiene un alto contenuto di sostanze utili al neonato per le difese immunitarie, tra cui acqua, proteine, lipidi, carboidrati e numerosi fattori di crescita che contribuiscono alla maturazione del suo intestino.

Dopo un parto a termine, il neonato potrebbe dormire gran parte della prima giornata.

Dal 2°-3° giorno, invece, il piccolo potrebbe chiedere di mangiare spesso, arrivando a poppare 8-12 volte al dì.

Quanto tempo deve succhiare un neonato?

Il neonato deve succhiare per almeno 10 minuti, ma può continuare anche per 30 minuti con lo stesso seno, si staccherà da solo.

Tra il primo e il secondo seno, consigliano di fargli fare il ruttino ma se non avviene dal piccolo non dobbiamo preoccuparci.

Attaccandolo spesso al seno, dopo il 3°-4° giorno, il volume del latte aumenta sino a raggiungere la montata lattea.

La mamma, ora, avverte il seno pieno, pesante e caldo.

Attenzione: la montata lattea può arrivare anche dopo, dipende da molte variabili.

Per evitare un ingorgo al seno è importante attaccare frequentemente il bimbo in modo che si svuoti continuamente.

In questi giorni, il neonato, inizierà a recuperare la perdita di peso fisiologica avvenuta dopo la nascita.

Il neonato potrebbe attaccarsi meno al secondo seno o addirittura rifiutarlo.

In questo caso, basterà offrirgli il secondo seno per primo alla prossima poppata in modo che si svuoti.

Il neonato detta il ritmo delle poppate perché uno schema rigido di alimentazione può causare uno scaso accrescimento.

Non bisogna scoraggiarsi se il neonato, dopo la prima settimana di vita, ha ancora difficoltà ad attaccarsi correttamente al seno.

Molti neonati imparano ad attaccarsi al seno materno con i suoi tempi e se gli diamo la possibilità di farlo.

Consigli utili per l’allattamento al seno materno

Ecco alcuni consigli utili per lallattamento al seno materno:

1. se il neonato è pigro e NON si sveglia almeno 6-7 volte nelle 24 ore per mangiare, è necessario svegliarlo più spesso fino a quando non avrà ripreso il peso, ogni 2 ore di giorno e ogni 3-4 ore di notte;

2. il contatto “pelle a pelle” aiuta il neonato a capire come attaccarsi al seno, oltre a stimolare e mantenere la produzione di latte;

3. evita di coprire eccessivamente il neonato perché tende ad addormentarsi rapidamente durante i pasti;

4. se il neonato si addormenta dopo pochi minuti dall’attacco, prova a massaggiare il seno e riattivare la suzione con il movimento del capezzolo nella bocca del neonato.

Puoi massaggiare il seno in modo circolare verso il basso e verso il capezzolo per aiutare a far scorrere il latte nella bocca del bambino;

5. evita di cambiare il seno dopo pochi minuti dall’attacco perché il neonato non prende il latte finale contenuto nel seno che è il più ricco di calorie.

Voglio precisare che, in alcuni casi, se il neonato è pigro, cambiare il seno può essere utile a farlo svegliare per ricominciare a succhiare;

5. se i seni sono troppo pieni di latte alla fine della poppata, utilizza un tiralatte per evitare ingorghi;

7. se il neonato si attacca, ma non riesce a succhiare, può essere utile tirare il latte contemporaneamente dall’altro seno con un tiralatte;

8. in alcuni casi può essere necessario offrire altre calorie al neonato per soddisfare i suoi bisogni (se dopo la poppata piange per la fame), dando il latte tirato in precedenza;

9. se sei in difficoltà, chiedi aiuto e consulta un esperto di allattamento o un’associazione di supporto per l’allattamento al seno.

L’allattamento al seno: benefici e vantaggi

L’allattamento al seno rinforza le difese immunitarie del neonato, favorisce il suo sviluppo intestinale e rafforza il rapporto mamma-bambino.

L’allattamento ha benefici anche per la mamma, infatti, protegge la donna dal tumore al seno, dal tumore ovarico e dallosteoporosi in età avanzata.

Per questo motivo è promosso e salvaguardato attraverso campagne dedicate per le famiglie.

Ogni anno avviene anche in Italia, la settimana dell’allattamento materno – SAM che si pone di raggiungere degli obiettivi per favorire l’allattamento materno, ma di questo parleremo tra poco.

Devi sapere che il primo attacco, subito dopo il parto, riduce il rischio d’ipoglicemia, stabilizza la temperatura corporea e il battito cardiaco del neonato.

Lo stesso serve a fornire uno stimolo positivo per la produzione del latte, oltre ad aumentare la produzione di prolattina e di ossitocina.

Sai a cosa serve la produzione di ossitocina?

L’ossitocina è una molecola prodotta dal cervello che induce sensazioni di benessere alla mamma e, in questo caso, stimola le contrazioni dell’utero riducendo la possibilità di emorragie post-partum.

Che cosa contiene il latte materno

Il latte materno contiene proteine, oligosaccaridi, zuccheri, vitamine, grassi e tutto ciò che necessita al neonato.

Con il latte materno, la mamma trasmette dei batteri al neonato che aiutano lo sviluppo della flora batterica e, quindi, lo protegge da infezione nel breve periodo.

L’allattamento al seno materno previene malattie allergiche e patologie come l’obesità, il diabete mellito e patologie cardiovascolari.

Non dimentichiamo gli anticorpi, trasmessi al neonato attraverso il latte materno che lo proteggono da molte infezioni respiratorie e gastrointestinali.

Considera anche i vantaggi pratici che ha l’allattamento al seno materno, ossia avere l’alimento sempre a disposizione del neonato, alla giusta temperatura, nelle quantità desiderata perché la produzione di latte si autoregola in base alle necessità del neonato.

Allattamento al seno materno a richiesta

Allattamento materno a richiesta, vuol dire che il neonato sin dalla nascita si attaccherà al seno ogni volta che lo desidera.

Il difficile sarà, inizialmente, capire i suoi segnali.

Fai attenzione, quindi, quando il neonato apre gli occhi e gira la testa tirando fuori la lingua.

Seguimi e ti spiego meglio i segnali più evidenti.

Pianto del neonato per la fame
Pianto del neonato per la fame

Quali sono i segnali quando il neonato ha fame

I segnali di fame più evidenti che il neonato invia sono:

1. si lecca le labbra;

2. fa movimenti di suzione;

3. fa movimenti di ricerca;

4. struscia la testa sul materasso, sul collo o sulle spalle della mamma;

5. si porta le manine alla bocca o sulla faccia.

Meglio evitare di farlo arrivare al pianto, essendo un segnale tardivo della fame, perché poi potrebbe avere difficoltà ad attaccarsi al seno.

Attaccando spesso il neonato nei primi giorni, compresi gli attacchi notturni, sarà stimolata la produzione di latte consentendo alla prolattina di avere valori continui sia per la produzione di latte che per regolare il ciclo mestruale.

La quantità dell’allattamento al seno

Con lallattamento al seno, spesso, ci chiediamo se la quantità di latte assunta dal neonato sia abbastanza.

Questo è il motivo per cui si pesa spesso il neonato.

Ma quante volte al giorno deve poppare un neonato?

Un neonato dovrebbe poppare dalle 8 alle 12 volte nell’arco delle 24 ore.

Nei primi giorni di vita, il neonato potrebbe avere un normale calo di peso fisiologico, del 5-10% rispetto al peso della nascita che dovrebbe recuperare nel giro di 15-20 giorni.

Dopo questa prima fase, il neonato dovrebbe crescere costantemente nei primi 2-3 mesi.

Dopo il quinto giorno di vita, dobbiamo monitorare settimanalmente il peso del neonato e controllare che faccia regolarmente la pipì di coloro giallo-oro e le feci liquide e morbide.

Il neonato dovrebbe bagnare almeno 5-6 pannolini giornalieri, nei primi mesi.

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Quanto tempo allattare al seno

Il neonato deve succhiare per almeno 10 minuti, ma può continuare anche per 30 minuti con lo stesso seno

Si staccherà da solo quando sarà soddisfatto.

Tra il primo e il secondo seno è consigliato che faccia il ruttino ma questo non sempre avviene dal piccolo e non è il caso di preoccuparci.

LOMS raccomanda lallattamento al seno in maniera esclusiva almeno fino al sesto mese di vita.

Non esiste un limite di tempo vero e proprio.

Da studi effettuati, sembra che l’allattamento materno fino ai 2 anni del bambino sia un fattore protettivo per entrambi.

La mamma è meno soggetta ai tumori al seno e alle ovaie mentre il bambino tenderà ad ammalarsi meno durante la crescita, diminuendo anche la possibilità di patologie croniche.

Posizioni per l’allattamento al seno materno

Le posizioni per l’allattamento al seno materno sono varie e, ogni mamma, trova quella più comoda per lei.

La cosa più importante è sicuramente che la mamma e il neonato siano comodi per favorire un allattamento sereno.

Le posizioni più comuni per lallattamento materno al seno sono:

1. posizione sdraiata o semisdraiata a pancia su, questa è la più utilizzata essendo naturale.

Per comodità puoi usare uno o più cuscini di sostegno o il cuscino per l’allattamento di cui ho parlato nell’articolo “11 cose utili per donne in gravidanza”.

In caso di parto cesareo o di punti di sutura è consigliata la posizione sdraiata di lato.

In questo mondo ci sarà il contatto “pelle a pelle”, essendo entrambi sdraiati sul fianco.

2. posizione a rugby”, la mamma è seduta e sostiene il neonato lungo il proprio avambraccio tenendolo sotto l’ascella.

La mano della mamma sostiene la testa del neonato per aiutarlo a prendere il capezzolo e i piedini saranno rivolti verso lo schienale della poltrona.

Questa posizione di allattamento al seno è consigliata in caso di gemelli, di neonati particolarmente piccoli, per le mamme con i seni molto grandi, se i capezzoli sono piatti o rientrati, in presenza di ragadi e d’ingorgo al seno.

3. posizione in fascia, utile per le mamme che devono allattare fuori di casa, ma non solo.

Con l’utilizzo della fascia, il neonato poppa e la mamma può fare altre attività con le mani libere.

4. posizione a culla”, la mamma è seduta e tiene con le braccia il neonato rivolto verso il suo petto.

La testa del neonato deve poggiare su un avambraccio della mamma verso il gomito e il nasino ad altezza capezzolo in modo da agevolare l’attacco.

Una cosa importante è che il corpo del neonato sia tutto rivolto verso il corpo della mamma con orecchio, spalla e anca in asse.

5. posizione con abbraccio incrociato” o trasversale”, la mamma tiene la testa e la schiena del neonato con il braccio opposto rispetto al seno che allatta e la pancia del piccolo deve essere rivolta verso quella della mamma.

Questa posizione è adatta per i neonati prematuri e quelli che hanno difficoltà a prendere il latte dal seno.

In caso sia la mamma ad avvicinare il neonato al seno è consigliato si sieda su una sedia comoda, una poltrona o un divano, e utilizzare un cuscino per sostenere meglio il neonato.

Ricorda che per una posizione corretta del neonato orecchio, spalla e anca devono essere allineati.

Il giusto attacco del neonato è fondamentale

Un corretto attacco al seno materno è fondamentale per allattare.

Per prima cosa, aiutiamo il neonato ad attaccarsi e avviciniamo le sue labbra fino a sfiorare il capezzolo.

Se occorre, “sfreghiamo” leggermente il capezzolo sulle labbra del piccolo e aspettiamo che apra la bocca per poppare.

In alcuni casi, per stimolare maggiormente l’attacco, si compie una leggera spremitura del seno al fine di fa uscire qualche goccia di latte o colostro per attirare il neonato con l’odore.

Controlliamo che la presa del neonato sul capezzolo sia con tutta la bocca, assicurandoci che il mento e il naso sfiorino il seno materno.

Le labbra del neonato devono essere in “fuori”, come un pesce.

La lingua del bimbo si deve muovere ritmicamente avvolgendo a coppa il capezzolo e l’areola.

Il neonato deve essere attaccato profondamente” al seno con la bocca, coprendo parte dell’areola.

Se il neonato si attacca solo al capezzolo (senza coprire l’areola) NON riesce a succhiare in maniera adeguata, causando poppate lunghe ma con poco tiraggio di latte.

Vuoi sapere cosa può causare?

La conseguenza è che il neonato crescerà poco e che i capezzoli diventeranno dolenti per le ragadi.

Aspettiamo che il neonato si stacchi naturalmente ma, in caso di necessità, per interrompere l’allattamento (se sentite dolore), basterà avvicinare il mignolo della nostra mano sul lato della sua bocca, inserendolo leggermente sul lato in modo che si stacchi.

Evitiamo, in questo modo, che l’interruzione dell’allattamento sia improvviso e traumatico per il piccolo.

Conseguenze di un attacco al seno scorretto

Nel caso di un attacco scorretto al seno, il neonato perderà pesa perché non riuscirà ad assumere il latte necessario per la sua alimentazione.

Facciamo attenzione se il neonato non riacquista il peso della nascita entro 15-20 giorni.

Quando consultare il pediatra?

Dobbiamo consultare subito il pediatra se il bimbo non cresce almeno 150 grammi a settimana, dopo aver recuperato il peso alla nascita e se la velocità di crescita diminuisce in maniera importante e improvvisa.

Ci sono alcuni casi in cui il neonato ha difficoltà ad attaccarsi al seno.

La difficoltà di suzione o scarsa coordinazione tra suzione, deglutizione e respirazione di un neonato, può essere causata dall’anestesia materna durante il parto, dalla nascita prematura del bimbo, da ittero, dalle infezioni, dalle malattie croniche es. cardiache oppure per cause diciamo “meccaniche” come per es. un frenulo linguale corto.

Un attacco scorretto del neonato causa ai seni della mamma altri problemi, come:

– presenza di ragadi, arrossamento o dolore ai capezzoli;

– seni gonfi prima di allattare che non si ammorbidiscono dopo la poppata;

– presenza dingorgo mammario o mastite.

Come capire se il neonato NON riceve il latte necessario per un attacco scorretto

Quando il neonato non riceve il latte necessario, invia dei segnali che possono aiutarci a capirlo, tra cui:

– reclama il latte più di 13-14 volte nelle 24 ore;

– non si sveglia da solo per reclamare il latte almeno 6-7 volte nelle 24 ore;

– fa resistenza ad attaccarsi al seno;

– si attacca e si stacca in continuazione dal seno;

– si addormenta dopo aver succhiato solo per 2-3 minuti;

– resta attaccato al seno oltre 30-40 minuti senza staccarsi da solo;

– bagna meno di 6 pannolini nelle 24 ore dopo il 7° giorno di vita.

Cosa deve mangiare la mamma durante l’allattamento

Cosa può mangiare la mamma durante il periodo dell’allattamento al seno materno?

Un consiglio valido è quello di seguire nel possibile, una dieta varia ed equilibrata.

L’allattamento richiede un notevole dispendio di energie, fino a 700 kcal giornaliere.

Durante l’allattamento al seno materno, rimane alto il fabbisogno di acido folico, iodio, selenio e zinco.

La mamma che allatta ha bisogno di un apporto di calcio di circa 1.300 mg al giorno.

L’alimentazione dovrebbe contenere notevoli quantità di liquidi.

Meglio nutrirsi con alimenti facilmente digeribili come pasta, riso, orzo, pane, verdure fresche sia cotte che crude, frutta fresca, carni bianche, pesce, uova e latticini.

Non vi sono cibi da evitare ma da limitare.

Durante l’allattamento sono da limitare i pesci predatori di grossa taglia, come luccio, tonno, pesce spada, sgombro e pesci simili.

È meglio non esagerare con la caffeina, massimo 2-3 tazzine al giorno, perché la caffeina passa nel latte e può creare irritabilità nel neonato.

Lalcol ha unelevata capacità di passare nel latte materno, quindi, è meglio evitarne il più possibile l’assunzione.

Attenzione: in caso di assunzione di piccole quantità di alcolici, si raccomanda di attendere almeno due ore prima di allattare il bimbo.

Limitate anche l’assunzione di cioccolata perché contiene molti zuccheri.

Inoltre, vi sono alcuni cibi che possono cambiare il sapore del latte e quindi portare al rifiuto dello stesso al neonato.

Alcuni di questi cibi sono: asparagi, cipolla, aglio, cavoli, cavolfiore, peperoni, carne di cavallo e spezie molto forti.

Assumiamo questi cibi in quantità moderate per capire come reagisce il neonato.

Introdurli gradualmente, può essere utile al neonato per scoprire sapori diversi che, con lo svezzamento, riconosca come famigliari.

SAM: cosa vuol dire

SAM è l’acronimo della Settimana Mondiale dell’Allattamento materno che in Italia ricorre la prima settimana di ottobre di ogni anno.

Come nasce SAM – Settimana Mondiale dell’Allattamento materno

Il tema del progetto SAM è stato lanciato dalla WABA (World Alliance for Breastfeeding Action), ossia l’Alleanza Mondiale per interventi a favore dell’allattamento che promuove e sostiene appunto l’allattamento al seno materno per un sano sviluppo del bambino.

Quali obiettivi desidera raggiungere WABA con la SAM 2023

WABA ha definito 4 obiettivi da raggiungere con la SAM 2023 e che riporto testualmente da EpiCentro – Istituto Superiore di Sanità, quali:

1. informare le persone su cosa pensano i genitori lavoratori circa l’allattamento e la genitorialità;

2. radicare il concetto che per poter allattare servono congedo retribuito e sostegno sul posto di lavoro;

3. allearsi con i soggetti e gli enti per aumentare la collaborazione e il sostegno all’allattamento sul posto di lavoro;

4. attivare l’azione per migliorare le condizioni lavorative e garantire un effettivo supporto all’allattamento.

Lo slogan di quest’anno per SAM 2023, in Italia è:

“Allattamento e lavoro, tutelare entrambi fa la differenza per le famiglie”.

Dallo slogan si capisce chiaramente che questa edizione si concentra sull’equilibrio tra allattamento e occupazione professionale, in modo che tutti facciano la loro parte per sostenere condizioni migliori e compatibili con l’allattamento nell’ambito lavorativo.

Allattamento artificiale

Ci sono svariati motivi per cui il neonato non è allattato al seno materno e che vedremo tra poco.

In ogni caso per l’allattamento artificiale, ci sono in commercio numerosi sostituti che sono chiamati comunemente “latte artificiale” (LA).

Cos’è il latte artificiale?

Sono delle formule che contengono tutti i fattori nutritivi necessari.

Queste formule contengono quantità adeguate di calorie, proteine, grassi, vitamine e minerali.

E’ importante ricordare che NON contengono i fattori protettivi come il latte materno.

In commercio, vi sono in forma di latte liquido pronto per l’uso o in polvere alla quale andrà aggiunta l’acqua necessaria in base alle istruzioni.

Fino al primo anno di vita del bambino, l’alimento preponderante è il latte materno o LA, solo dopo si potrà introdurre il latte vaccino intero.

Nel mio caso sono uscita dall’ospedale, dopo il parto, con un allattamento misto a causa del pochissimo latte materno e dopo che il mio bimbo era andato sotto il peso fisiologico consentito, ci hanno dato un prospetto per calcolare la quantità di latte che il neonato doveva assumere nelle prime quattro settimane di vita.

Il calcolo del LA avviene in questo modo:

quantità di latte di 150 ml al giorno moltiplicato il peso del neonato e diviso per il numero di poppate giornaliere. Es: 

150 ml X 3.400 kg (peso neonato ) = 510 ml giornaliere

510 : 7 poppate al giorno = 72,85 ml a poppata

La quantità di latte a poppata viene arrotondata per comodità quindi dovrà assumere almeno 75 ml a poppata.

Questo calcolo mi è stato particolarmente utile quando ho tolto qualche poppata notturna e quindi ho diviso il totale ml giornaliero in meno poppate.

Dividendo la quantità giornaliera di LA per le poppate, quindi, ad ogni poppata aumentavo il latte.

Es. 510 ml al giorno : 4 poppate = 127,5 ml a poppata.

Per calcolare la quantità di latte che deve bere un neonato durante le 24 ore giornaliere, occorre dividere il peso per 10 e poi sommare 250.

Questo totale andrà diviso per il numero delle poppate stabilite per le 24 ore.

Es: se il neonato pesa 3 kg il calcolo da fare sarà

3000:10+250= 550 ml al giorno

Poi 550: 7 poppate = 78,57 arrotondato per eccesso 80 ml a poppata per 7 poppate nelle 24 ore.

Allattamento artificiale con il biberon nei primi giorni di vita
Allattamento artificiale con il biberon nei primi giorni di vita

Per quali motivi si sceglie l’allattamento artificiale

Ci sono alcuni casi per cui una mamma sceglie di alimentare il neonato con il latte in formula. Eccone alcuni:

– quando il neonato ha un riflesso di suzione debole, spesso presente nei prematuri;

– quando diventa doloroso l’allattamento al seno per la mamma;

– per un allontanamento fisico tra madre e figlio;

– quando ci sono problemi di salute della mamma che richiedono farmaci incompatibili con l’allattamento materno;

– quando la mamma deve ricominciare a lavorare (da precisare che in alternativa può tirare il latte materno e farlo dare in sua assenza);

– quando la mamma NON ha latte.

Nel mio caso, è stata a causa della pochissima produzione di latte materno anche se confesso che ci tenevo moltissimo e mi ero informata in vari modi sull’allattamento materno.

Dopo diverse settimane di allattamento misto, il mio bimbo non prendeva peso e allora ho deciso di provare con LA e finalmente la situazione si è normalizzata.

Con tutte queste informazioni  ho scritto quest’articolo che spero sinceramente possa essere utile ad altre neo-mamme.

L’aggiunta di LA al latte materno: a cosa serve

Ci sono alcuni casi in cui avviene lallattamento misto.

Quando il latte materno non è abbastanza a nutrire il neonato, si deve utilizzare l’aggiunta di latte artificiale.

La mamma attacca al seno il neonato oppure tira il suo latte che proporrà per primo e poi passerà al latte artificiale in modo da soddisfare il neonato.

Questa situazione può avvenire nella fase iniziale, in attesa della montata lattea della mamma e nel caso il latte prodotto dalla mamma non sia abbastanza, si prosegue anche dopo.

Facendo questa procedura, il neonato potrebbe addormentarsi, come nel mio caso, nel passaggio dal latte materno a quello artificiale.

In tal caso, tiriamo il latte fino al raggiungimento della quantità necessaria per la poppata per darlo in un’unica poppata, utilizzando il latte artificiale per le altre.

Dobbiamo comunque tirare il latte dai seni ogni 2 ore in modo da sollecitare la produzione di latte.

Personalmente, tiravo pochissimo latte per entrambi i seni quindi aspettavo di riempire il biberon magari dopo 6 ore per darglielo e intanto quello tirato lo conservavo in frigo.

I vantaggi dell’allattamento artificiale

Anche l’allattamento artificiale ha dei vantaggi, anche se questa è una piccola consolazione per la mamma che desidera allattare al seno.

I principali vantaggi di un allattamento artificiale al neonato, sono:

– maggiore flessibilità e libertà di movimento della mamma;

– permette alla mamma di farsi aiutare dal papà o da altri per l’allattamento;

– consente di conoscere la quantità esatta che assume il neonato ad ogni poppata;

– la mamma non deve modificare la sua alimentazione durante l’allattamento;

– la frequenza dell’allattamento con la formula avviene ogni 3 ore o 3 ore e mezza perché il neonato impiega di più tempo a digerire il LA.

Che cosa serve per l’allattamento artificiale

Cosa serve per un neonato per l’allattamento artificiale?

Con l’allattamento artificiale o misto, rispetto a quello materno, ci servono alcune cose che adesso vedremo.

Se lallattamento è misto, dovrete procurarvi per prima cosa un tiralatte.

Io ho utilizzato un tiralatte Momcozy per alcuni motivi, ossia occupava poco spazio, era facilmente trasportabile e il prezzo era contenuto.

In commercio ne trovate di ogni tipo e prezzo come la Medela che è un ottimo prodotto ma che ha un prezzo importante.

Secondo il mio parere, la scelta dipende da quanto tempo si prevede di utilizzarlo.

Per lallattamento artificiale o misto servono:

– 2 biberon con tettarella 0+ meglio anti-colica (almeno inizialmente). Vuol dire che la tettarella ha un buchino in modo da dosare la suzione del latte da parte del neonato;

– uno sterilizzatore per comodità. Sappiate che si possono sterilizzare anche usando un pentolino con acqua bollente e bicarbonato o simile oppure nel microonde con un set adeguato;

– un bollitore, utilissimo perché imposti i gradi necessari e in pochi secondi l’acqua è pronta per aggiungere la formula.

Questo è un acquisto che rifarei volentieri perché lo utilizziamo ancora oggi per il the e il caffè d’orzo.

L’alternativa è usare un pentolino e far bollire l’acqua.

– la formula scelta del LA.

In commercio, ci sono un’infinità di marche e tipologie di latte in formula.

Dall’ospedale siamo usciti utilizzando Humana 1 ma lo abbiamo sostituito con Neolatte 1, fino ai 6 mesi, perché a mio figlio causava le colichette e non lo digeriva.

Con Neolatte, invece, NON ha più avuto problemi in questo senso.

Credo comunque che sia soggettivo da bimbo a bimbo, per questo motivo è opportuno provare e trovare quello più adatto al neonato.

Tipi di latte artificiale e quale scegliere

La scelta del tipo di latte artificiale è soggettiva in base al neonato.

Consiglio di provare e trovare quello più adatto al vostro bambino.

In commercio, ci sono in forma liquida e pronti per l’uso o in polvere al quale aggiungere il quantitativo di acqua consigliato sulla confezione.

Il costo del latte in forma liquida è più elevato del latte in polvere.

Inoltre, ci sono le formule anti-colica usate in caso di coliche del neonato e le formule anti-reflusso utili se il neonato presenta questo tipo di problema.

Vi confesso che mio figlio ha sofferto di colichette i primi 2 mesi di vita e ho risolto semplicemente cambiando la marca di latte in polvere con Neolatte oltre ad utilizzare i biberon anti-colica.

Altri tipi di latte in formula in commercio sono:

latte in formula ipoallergenico;

– latte di capra;

– latte delattosato;

– latte per i nati prematuri;

– latte di crescita;

– latte acidificato.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine di questo delicato argomento dell’allattamento che ho trattato a 360 gradi.

Una vera e propria mini-guida per la neomamma che deve affrontare questa importante fase con il suo bambino.

La scelta del tipo di allattamento, se al seno o con il latte artificiale, spetta alla mamma e vi ho spiegato chiaramente i motivi.

L’allattamento al seno materno è meraviglioso ma impegnativo, in particolare, nei primi mesi.

Giudicare la scelta di una mamma in merito all’allattamento del suo bambino è sbagliato, quindi NON fatelo.

I motivi possono essere infiniti!

Per oggi è tutto e spero con tutto il cuore che il mio articolo sia utile a tutte le neo-mamme e future mamme che si stanno preparando all’arrivo del loro piccolo tesoro.

Vi aspetto nel prossimo articolo, non mancate!

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2 Comments:

I am reeally impressed wth your writing skills and also with
the layout on your blog. Is this a paid theme or did you customize it yourself?
Either way keep up the nice uality writing, it is rre to
ssee a nice blog like this one today.

19/02/2024

Thank you very much for the compliment on the writing which I try to improve little by little. Luisa

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