Bronchiolite

Bronchiolite
La bronchiolite del neonato può preoccuparci. Ecco come capire i sintomi della bronchiolite e in quali casi contattare subito il pediatra.

Condividi il post

Abbiamo sentito parlare della bronchiolite davvero tanto l’inverno.

In tutti i forum di mamme leggevo dei numerosi casi successi ai loro bimbi.

Il timore c’era ma non pensavo davvero che, dopo 25 ore d’inserimento al nido, mio figlio potesse prenderla.

Invece qualche giorno prima della vigilia di Natale è rientrato a casa dal nido con un forte raffreddore, tosse e respirazione affannosa…un principio di bronchiolite!

Questo mi ha detto il pediatra dopo la visita in pronto soccorso.

Ero spaventata dopo tutti i racconti che avevo sentito sulla bronchiolite.

Non solo perché mio figlio aveva anche otite, dissenteria e vomito quindi il pediatra ha prescritto l’antibiotico e l’aerosol con soluzione salina oltre a integratori in bustina per idratarlo.

Fortunatamente mio figlio è guarito nel giro di 20 giorni, eccetto la tosse che è durata più a lungo.

Sono serviti il riposo a casa al caldo, le infinite coccole, l’aerosol con qualche difficoltà iniziale e gli antibiotici.

Il suo primo Natale non è stato proprio come lo avevo immaginato, ma l’importante è che ora sta bene.

Va beh… il Natale lo vivrà pienamente il prossimo anno!

In quest’articolo vedremo cosa sapere sulla bronchiolite del neonato, come prevenirla, riconoscerla e curarla.

Bronchiolite
Bronchiolite

Iscriviti alla newsletter e ricevi il contenuto Premium "Come vivere la giornata in modo positivo"

Che cos è la bronchiolite

La bronchiolite è un’infezione virale acuta del sistema respiratorio.

Colpisce i bambini sotto i 2 anni e di questi, i maggiori casi si verificano nel primo anno, prevalentemente nei primi 6 mesi di vita del neonato.

E’ causata principalmente dal virus sinciziale (RSV) ma anche dai virus influenzali e parainfluenzali.

In quale periodo dell’anno ha maggiore incidenza la bronchiolite

La bronchiolite ha maggiore incidenza da novembre a marzo-aprile, il periodo dell’anno più freddo.

Com’è trasmessa la bronchiolite nel neonato

Questa infezione secondaria avviene primariamente per contatto diretto con le secrezioni infette.

La fase di contagio dura da 6 a10 giorni.

Quest’infezione attiva un processo infiammatorio nei bronchi e nei bronchioli.

La trasmissione della bronchiolite avviene attraverso colpi di tosse e starnuti ma anche toccando oggetti infetti con le mani se poi ci si tocca la bocca, il naso o gli occhi.

Nei neonati, i virus sono facilmente trasmessi dal contatto ravvicinato con chi è infetto, famigliare o compagni di asilo.

Il nido è il luogo dove avvengono maggiormente le trasmissioni essendo a contatto con gli altri bimbi.

Cosa sono i bronchioli

I bronchioli sono le piccole diramazioni terminali dei bronchi all’interno dei polmoni.

Il loro diametro è inferiore a un millimetro.

I bronchioli dividendosi, diventano alveoli polmonari, caratterizzate da piccole formazioni disposte a grappolo d’uva.

Queste ultime, rappresentano la parte finale delle vie respiratorie grazie alle quali avvengono gli scambi gassosi con il sangue.

Come si riconosce la bronchiolite nel neonato

Nel neonato causa un aumento della produzione di muco e ostruzione delle vie aeree con possibile comparsa di difficoltà respiratoria e tosse.

Inizialmente è simile a un comune raffreddore ma nei giorni seguenti si sviluppa con febbre, tosse secca persistente, difficoltà di alimentazione, respirazione rapida e sibilante.

Fattori di rischio maggiori della bronchiolite nel neonato

I fattori di rischio maggiori che aumentano la gravità nel neonato sono:

– la nascita prematura del neonato;

– l’età del neonato inferiore alle 12 settimane;

– la presenza di cardiopatie congenite nel neonato;

– la displasia broncopolmonare;

– la fibrosi cistica;

– le anomalie congenite delle vie aeree;

– sindrome di Down;

– malattie neuromuscolari;

– le immunodeficienze.

Cosa causa la bronchiolite nel neonato

I bronchioli sono ostruiti al punto da impedire il passaggio dell’aria dal polmone, in entrata e in uscita.

Quest’ostruzione causa la riduzione dell’ossigeno e l’aumento dell’anidride carbonica presente nel sangue.

I virus respiratori si trasmettono con facilità tramite inalazione di microparticelle di saliva o secrezione emesse nell’aria dalla persona infetta.

Quali sono i sintomi della bronchiolite nel neonato

I sintomi, nel neonato, iniziano con rinite e febbriciattola, la temperatura sale da 37.2° ma non oltre 38°, poi compare la tosse insistente e la difficoltà respiratoria.

La maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente e senza conseguenze ma in alcuni casi più gravi può essere necessario il ricovero in ospedale specialmente per i neonati sotto i 6 mesi di vita.

Nei neonati così piccoli, può esserci un calo di ossigeno nel sangue, una disidratazione causata dalla difficoltà di alimentarsi oltre che dalla perdita idrica causata dal lavoro respiratorio.

Infine vi è un aumento del rischio di apnea (pausa respiratoria prolungata).

In caso di apnea vanno controllati i parametri cardio-respiratori da un medico.

Il tuo bambino presenta questi sintomi?

Scrivimi nei commenti.

Quanto dura la bronchiolite nel neonato

Generalmente, si risolve spontaneamente nel giro di 12 giorni.

I sintomi migliorano entro una settimana e già dal terzo giorno migliorano le difficoltà respiratorie.

Mentre per la tosse il processo è molto più lungo e può persistere, come nel caso di mio figlio, anche 30 giorni.

La situazione può complicarsi se durante la bronchiolite si presenta una sovrainfezione batterica, come l’otite (mio figlio dopo i primi sintomi ha avuto di tutto compresa quest’ultima) o la polmonite, che causano febbre elevata e peggioramento delle condizioni cliniche del bimbo.

A mio figlio hanno riscontrato il principio di bronchiolite e in quel periodo abbiamo anche fatto la quarantena Covid quindi potete immaginarvi che Natale abbiamo passato. 

Bronchiolite neonato il giorno di Natale
Bronchiolite neonato il giorno di Natale

Conseguenze della bronchiolite nei neonati

Le possibili complicazioni nei neonati, possono causare malattie respiratorie inclusa l’asma in età adulta, insufficienza respiratoria acuta e infezioni secondarie come la polmonite.

Iscriviti alla newsletter e ricevi il contenuto Premium "Come vivere la giornata in modo positivo"

Quali sono le cure per la bronchiolite nel neonato

La cura della bronchiolite consiste in una terapia di supporto al sistema immunitario.

In questa fase, è importante assicurare al neonato:

– un’adeguata pulizia delle vie aeree con i lavaggi nasali.

E’ fondamentale liberare il naso dalle ostruzioni prima della poppata.

Dopo i lavaggi nasali serve una delicata aspirazione nelle narici dei muchi residui.

– un’adeguata idratazione del neonato.

Se ha difficoltà a suzionare, dividete la quantità delle poppate in dosi più piccole e frequenti.

– in alcuni casi l’ossigenoterapia.

Nei casi di neonati con marcate difficoltà respiratorie, eccessiva sonnolenza, riduzione del 50% delle poppate abituali, crisi di apnea, colorito pallido o cianotico, sarà indispensabile l’ingresso in ospedale, dopo aver consultato il pediatra, per valutare il ricovero ed eventuale ossigenoterapia.

Ci sono altre terapie prescritte come l’aerosol con soluzione ipertonica, broncodilatatori, somministrazione di steroidi per via sistemica ma non sono raccomandate nelle linee guida di gestione della bronchiolite perché le prove di efficacia risultano limitate.

Mentre l’avvio della terapia antibiotica la valuterà il pediatra nel caso di una sospetta sovrainfezione batteria.

Aiutante-di-Babbo-Natale-durante-cure-bronchiolite
Durante le cure della bronchiolite

Come fare i lavaggi nasali al neonato

Vi sembrerà sciocco, ma non avevo la minima idea di come fare i lavaggi nasali a mio figlio.

In farmacia, la prima volta, mi ha dato Physiomer baby spray, acqua di mare, che effettivamente era semplice da spruzzare nelle narici di un neonato.

Può andare bene per un leggero raffreddore.

Mentre per la bronchiolite o un forte raffreddore vi consiglio i lavaggi nasali.

Le prime volte, li ho fatti insieme a mio marito e, vi consiglio di farlo in due se vostro figlio si muove molto come il mio, dopo un paio di volte se siete sicuri, potete farlo anche da soli.

Per i lavaggi nasali vi servirà una bottiglia di soluzione salina, una siringa per aspirarla e una pompetta a fiato manuale per aspirare il muco residuo.

Aspiratore nasale manuale interno
Aspiratore nasale manuale interno

Eventualmente la pompetta aspiratore nasale esiste anche elettrico, cui vi lascio il link in caso interessa, perché io lo sto valutando come acquisto.

Ma torniamo a noi, il lavaggio nasale consiste nell’aspirare dalla bottiglia la soluzione salina con la siringa.

Con la quantità di soluzione nella siringa estraete l’ago e sdraiate il neonato sul fianco tenendo saldamente la testolina ferma con l’orecchio appoggiato sul piano orizzontale, come il fasciatoio.

Spruzzate la soluzione con decisione nella prima narice e vedrete uscire dall’altra il muco che ostruisce la respirazione.

Attenzione perché il neonato, le prime volte potrebbe andare in apnea, quindi prima tranquillizzatelo e poi procedete con l’altra narice nello stesso modo.

Terminato il lavaggio nasale, prendete la pompetta di aspirazione e con delicatezza, appoggiate il tubicino in una narice e con la bocca aspirate il restante muco delle cavità nasale ripetendolo poi nell’altra narice.

Tranquilli che il muco resterà nel tubicino perché tra la vostra bocca e la fine del tubicino c’è un filtro che lo blocca, quindi il muco non può finirvi in gola.

Physiomar spray
Physiomar spray
Soluzione salina con siringa
Soluzione salina con siringa
Aspiratore nasale manuale Narhinel
Aspiratore nasale manuale Narhinel

Come si previene la bronchiolite nel neonato

Il rischio di contrarre la bronchiolite si può ridurre usando semplici norme igieniche.

Ecco come si previene bronchiolite nel neonato:

– evitando il contatto del neonato con altri bimbi o adulti affetti da infezione delle vie aeree;

– lavando sempre le mani, prima e dopo aver accudito il neonato;

– favorendo l’allattamento al seno e un’adeguata quantità di liquidi;

– facendo frequenti lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica;

– evitando di fumare in casa o in ambienti dove si trova il neonato.

Bronchiolite come si previene nel neonato
Bronchiolite come si previene nel neonato

Quando chiamare il pediatra o andare in PS

E’ opportuno chiamare immediatamente il vostro pediatra e, in caso di assenza, recarvi in pronto soccorso se il neonato presenta questi sintomi:

– eccessiva sonnolenza e stanchezza non rispondendo agli stimoli esterni;

– un colore bluastro della pelle, delle unghie o delle labbra;

– freddo all’improvviso;

– respirazione accelerate o debole;

– difficoltà di respirazione;

– rifiuto all’alimentazione.

Un eventuale ricovero potrebbe essere preso in considerazione dopo la visita del medico pediatra in pronto soccorso e in base alla situazione del neonato.

Conclusioni

In questo articolo, abbiamo parlato della bronchiolite, un argomento delicato per i nostri bambini.

Vi ho spiegato, in sintesi, tutte le informazioni che ho acquisito per mio figlio che ha avuto un principio di bronchiolite.

Noi genitori, ci allarmiamo quando i nostri bambini stanno male e a maggior ragione quando hanno qualcosa che non conosciamo bene come la bronchiolite.

Ecco perché ho parlato di bronchiolite e spero che queste informazioni vi siano utili.

Per oggi è tutto e ci leggiamo nel prossimo articolo…vi aspetto!

Iscriviti alla newsletter e ricevi il contenuto Premium "Come vivere la giornata in modo positivo"

TI È SERVITO QUESTO ARTICOLO?

SCRIVIMI NEI COMMENTI E CONDIVIDI SUI SOCIAL

Condividi il post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

EDUCAZIONE POSITIVA: PRINCIPI E BENEFICI
Ricominciare

Educazione positiva: Principi e benefici

L’educazione positiva è una filosofia educativa che offre ai genitori un approccio alternativo verso i propri figli attraverso la comprensione e l’empatia.