Come affrontare i terribili due anni e superarli indenni

Come affrontare i terribili due anni e superarli indenni
Per affrontare “i terribili due anni” dobbiamo capire cosa succede al nostro bambino in questa fase di profondi cambiamenti.

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I terribili due anni sono una fase nella quale il bambino vuole esprimere la sua personalità e imporre la sua indipendenza.

Improvvisamente scoppia in un pianto inconsolabile, magari sdraiato sul pavimento, urla, diventa capriccioso e ingestibile.

Questa è un periodo impegnativo per noi genitori perché la nostra pazienza è messa a dura prova.

Come affrontare quindi i terribili due anni e superarli indenni?

Per capire come affrontare al meglio questa delicata fase evolutiva del nostro bambino, dobbiamo comprendere il motivo del suo comportamento.

Vediamo cosa succede al nostro bambino in questa fase, chiamata “i terribili due”, ma soprattutto come affrontarla e superarla indenni.

Come affrontare i terribili due anni e superarli indenni
Come affrontare i “terribili due” anni

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I terribili due anni del bambino

I terribili due anni o in inglese “terrible two”, sono una fase evolutiva di profondi cambiamenti che vive il bambino.

Il bambino, in questo periodo, scopre di avere una sua personalità e vuole imporre la sua indipendenza.

In questa fase avviene la prima separazione individuale dalla figura della mamma o da chi se ne prende cura per la maggior parte del tempo.

È proprio con questa figura in particolare, che esprime le sue emozioni attraverso l’opposizione.

Lo so cosa stai pensando: “già così piccoli vogliono imporre la loro indipendenza?”

È proprio così…“iniziamo bene!”

Noi lo stiamo vivendo in questo periodo con nostro figlio e siamo solo all’inizio.

Questo momento per noi genitori sarà particolarmente impegnativo e la nostra pazienza potrebbe vacillare.

Preparati quindi ad affrontare questa fase al meglio e superarla indenne.

Come riconoscere i terribili due anni

Riconoscere i terribili due anni è sicuramente semplice perché all’improvviso il nostro bambino ha reazioni imprevedibili, scoppia in pianti inconsolabili magari sdraiato sul pavimento, urla e la sua parola preferita diventa il “NO” come forma di opposizione.

Si, hai capito bene.

Qualsiasi cosa tu gli chiedi, aspettati un “NO” come risposta, che sia il cibo, i giochi o qualsiasi altra cosa.

Sei pronto ad affrontare questa fase?

Memorizza questa parola: “pazienza”.

É il segreto per sopravvivere a questo periodo.

Mia nonna chiamava la “pazienza”, la virtù dei forti e in questo caso cade esattamente a pennello.

Non è finita, perché il nostro bambino può mostrare maggiore collera e aggressività, due emozioni molto difficili da gestire per un adulto figurati per un bambino.

Quando iniziano i terribili due anni

I terribili due anni iniziano solitamente intorno ai 18 mesi di vita.

Quindi anche prima dei 2 anni?

La risposta è sì.

Potrebbe iniziare anche prima dei 2 anni e forse non lo hai notato ma è già iniziata.

Osserva con attenzione il tuo bambino e se dimostra questi atteggiamenti, allora ci siamo.

Quando finiscono i terribili 2 anni

I terribili due anni finiscono intorno ai 3 anni di vita del bambino.

Questa fase può durare qualche mese fino a un massimo di un anno.

Un anno?!?

Dovevi vedere la mia faccia quando ho scoperto che può durare anche un anno ma credo che anche la tua sia molto simile, quindi basta che ti guardi allo specchio e la capirai.

Speriamo duri solo qualche settimana ma prepariamoci psicologicamente a questa eventualità per sopravvivere al meglio.

Perché i bambini di 2 anni urlano?

Durante i terribili due anni il bambino può usare, come mezzo, anche le urla per ottenere ciò che vuole.

Ma dove impara il bambino a urlare?

I bambini spesso urlano a causa dell’ambiente in cui passano la giornata che può essere particolarmente rumoroso e per farsi sentire alzano la voce.

Questo può succedere anche a casa, ad esempio dei nonni, se sono abituati ad avere un tono di voce alto o semplicemente perché ci sentono meno.

Anche a casa facciamo attenzione se abbiamo l’abitudine di parlare ad alta voce o addirittura di urlare perché il bambino imita e impara a parlare nello stesso modo.

I bambini si adeguano all’ambiente e di conseguenza alla situazione che vivono.

Questa, con il tempo, diventa un’abitudine che si porta dietro, anche se l’ambiente diventa più tranquillo e magari in quel caso non ha bisogno di alzare la voce.

Facciamo quindi attenzione a moderare la voce in casa perché il primo esempio che imita un bambino siamo noi genitori!

Cosa scatena l’aggressività nei bambini

I bambini a 2 anni possono manifestare l’aggressività attraverso il lancio degli oggetti, del cibo, degli schiaffi, dei pugni, delle crisi di rabbia e così via.

Durante i terribili due anni assisteremo spesso a queste manifestazioni da parte del nostro bambino e dobbiamo essere preparati.

Questi comportamenti aggressivi hanno sempre un’origine.

Il bambino in questo modo ci sta chiedendo aiuto, semplicemente perché non è in grado di gestire la rabbia e l’aggressività.

Questi sentimenti possono spaventare il nostro bambino e il nostro compito è aiutarlo a ritrovare il suo equilibrio.

Ti è successo con il tuo bambino?

I bambini sperimentano attraverso le loro azioni e, in questo modo, vogliono vedere le reazioni che hanno tali azioni sulle altre persone e sull’ambiente che lo circonda.

Questi sono tentativi per esplorare le relazioni.

Perché si comportano in questo modo?

Te lo spiego subito.

I bambini, nell’età evolutiva, hanno una corteccia prefrontale ancora immatura e quindi non sono ancora in grado di regolare e controllare i propri impulsi.

Inoltre non sono ancora in grado di regolare ed esprimere le loro emozioni in modo adeguato come succede a noi adulti.

In ogni caso l’aggressività del bambino a quest’età si manifesta per diversi motivi:

  • vuole sperimentare attraverso le sue azioni, gli effetti e capire cosa succede ad esempio con i pizzicotti, i graffi o gli schiaffi;
  • i morsi invece possono essere semplici tentativi di esplorazione sensoriale;
  • quando dall’ambiente esterno ha subito una stimolazione sensoriale eccessiva che la causa;
  • a causa del dolore da dentizione.

Probabilmente il dolore da dentizione l’ha già vissuta e sai riconoscerla ma se vuoi altre informazioni sull’argomento, puoi leggere il mio articolo “primi dentini”.

Vediamo quindi di approfondire gli altri aspetti.

Seguimi per scoprirli.

Perché i bambini di 2 anni fanno i capricci

I capricci del bambino, come gli attacchi di rabbia, si manifestano come reazione alla delusione, alla frustrazione, all’imbarazzo, alla paura e alla tristezza.

Questi sono tutti sentimenti che i bambini a questa età non sono ancora in grado di riconoscere e gestire e sono particolarmente accentuati durante i terribili due anni.

Dobbiamo sapere che la rabbia è uno stato affettivo intenso che si attiva grazie all’istinto di difesa e di sopravvivenza, sono quindi una risposta a stimoli interni o esterni, dovuti alla percezione di un torto subito.

Ti spiego meglio.

Questo sentimento è una delle emozioni primarie che possiamo provare fin dalla prima infanzia e si può osservare nei bimbi già dalla fine del primo anno di vita.

Il picco della rabbia nei bambini invece, si può verificare dai 2 ai 4 anni e tra le cause principali ci sono: la fame, la stanchezza e la frustrazione.

Durante i terribili due anni del bambino dobbiamo comprendere la causa del suo atteggiamento e usare l’empatia per capire come si sente.

In questo modo possiamo agire e aiutarlo, usando sicuramente molta pazienza.

I bambini piccoli si possono arrabbiare quando:

  • vogliono ottenere o evitare qualcosa;
  • vogliono attirare l’attenzione su di loro;
  • non riescono in un’attività nonostante l’impegno e la concentrazione;
  • si sentono insicuri o incapaci di fare qualcosa;
  • non sanno riconoscere e gestire la paura e la tristezza;
  • non sanno controllare l’impazienza.

La rabbia è comunque un’emozione fondamentale per lo sviluppo emotivo e sociale di un bambino.

Come insegnare a un bambino a gestire la rabbia

Per insegnare a un bambino a gestire la rabbia è fondamentale essere un modello positivo da imitare.

Per questo è opportuno non farli assistere a episodi di rabbia tra mamma e papà.

Se rientriamo a casa e siamo nervosi ad esempio è utile spiegare, al nostro bambino, cosa stiamo provando con parole semplici e senza minimizzare con la classica frase “non è niente, non preoccuparti”, perché i bambini capiscono più di quello che pensiamo.

In questo modo il bambino vive l’esperienza emotiva in modo indiretto e impara a imitare, gestire, risolvere e comportarsi in modo adeguato.

Diamo quindi il buon esempio ai nostri bambini.

Nei terribili due anni ci sarà modo di lavorare sulla rabbia del nostro bambino e aiutarlo a gestirla.

È anche un ottimo esercizio per noi adulti.

Per insegnare a un bambino a gestire la rabbia quindi possiamo:

1. spiegare cos’è la rabbia;

2. descrivere in modo semplice, con degli esempi, come riconoscere il sentimento della rabbia;

3. spiegare al bambino che tutti noi proviamo il sentimento della rabbia e normalizzare questa emozione che il bambino percepisce come sbagliata. Ad esempio possiamo dire “anch’io mi sarei arrabbiato se…. ma non possiamo sempre ottenere quello che vogliamo”;

4. spiegare al piccolo come accogliere la rabbia, perché ha bisogno di sapere cosa sta provando. Dirgli che provare quelle emozioni è normale mentre quello che non va bene è come affronta questo sentimento esagerando rispetto all’episodio accaduto;

5. insegnare al bambino a liberarsi della rabbia che ha riconosciuto attraverso alcune tecniche di rilassamento e respirazione. Possiamo proporgli di liberare la rabbia facendo un disegno (aiuta a scaricare la tensione) oppure proporgli un’attività fisica come una corsa o i saltelli su posto (se troppo piccolo facciamo qualcosa insieme che possa imitare).

In ogni caso, usiamo sempre parole semplici, chiare e comprensibili in modo che anche i bambini più piccoli capiscano esattamente cosa diciamo.

>> Leggi anche l’articolo “Ruota dei colori Montessori: 5 modi per insegnare i colori ai bambini”.

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Cosa fare quando i bambini sono nervosi

Rassicuriamo i nostri bambini quando sono nervosi attraverso qualche manifestazione di affetto restando comunque fermi durante il momento del capriccio.

Gli abbracci, le coccole e magari qualche “ti voglio bene” aiutano il bambino a contenere questo momento di nervosismo e a ritrovare la calma.

Sai cosa dicevano i miei nonni?

Con i bambini ci vuole il dolce e l’amaro nel giusto equilibrio.

Cosa ne pensi di questa perla di saggezza?

Scrivimi nei commenti.

Quando preoccuparsi per i capricci dei bambini

I capricci dei bambini sono una richiesta chiara di attenzione per qualcosa che non sanno capire e gestire.

Durante i terribili due anni di “capricci” ne vedremo davvero tanti, il nostro compito di genitore è capire quando dobbiamo preoccuparci per intervenire in modo adeguato alla situazione.

Non è semplice ma fa parte del compito di un genitore quindi…forza e coraggio!

Dobbiamo preoccuparci per i cosiddetti “capricci” dei bambini quando:

  • la crisi supera i 25-30 minuti;
  • il bambino aggredisce spesso chi si prende cura di lui;
  • il bambino mostra un atteggiamento violento e distruttivo verso un oggetto.

Se il bambino manifesta atteggiamenti eccessivi, aggressivi e autodistruttivi, probabilmente sta vivendo una crisi di nervi o una crisi isterica e non si tratta semplicemente di un “capriccio”.

Il bambino può attraversare questi momenti di forte disagio solitamente dai 2 ai 4 anni, periodo che rientra nei terribili due anni o quasi.

Il tuo bambino ha mai avuto una crisi di nervi?

Mio figlio si…ti racconto questo episodio perché può aiutarti.

Siamo tornati dalle vacanze estive, dove gli sono state concesse alcune cose rispetto a casa.

Errore da non fare assolutamente!

È importante che mamma e papà seguano le stesse regole ovunque e comunque, altrimenti lo confondiamo e il bambino non ha precise regole da seguire.

Di rientro a casa ha iniziato a chiedere quelle concessioni avute in vacanza.

La mia semplice e serena risposta “NO” ha scatenato una reazione mai vista prima.

Ecco che ha iniziato a fare i capricci, ma prima delle vacanze dopo una decina di minuti smetteva di colpo e faceva altro, invece questa volta dal pianto è passato a urla e singhiozzi per così tanto tempo, circa 25 minuti, che mi sono preoccupata.

Questa era una vera crisi di nervi ed ho cercato di calmarlo in braccio accarezzandogli la schiena dolcemente e coccolandolo, dopo una decina di minuti finalmente si è rilassato e poi addormentato.

Ti ho raccontato questo episodio per evitarti di fare il nostro errore.

Spesso è un errore comune dare delle regole al bambino che poi non segue magari dai nonni o altrove e questa cosa confonde il bambino che non ha più chiare tali regole.

Spero che il mio racconto ti sia utile a evitare questa situazione.

Come resistere ai capricci dei bambini

Resistere ai capricci dei bambini non è certo facile ma ci sono alcuni principi che possono aiutarci come:

1. comprendere se si tratta di un capriccio o di un bisogno del bambino;

2. usare una voce ferma e decisa verso il bambino;

3. utilizzare frasi brevi e chiare per spiegare le regole;

4. premiare il bambino quando ha un comportamento corretto ma senza esagerare altrimenti il premio con il tempo perde di valore;

5. trattare il bambino come una persona adulta;

6. imparare ad avere tanta pazienza;

7. imparare a essere tolleranti e comprensivi;

8. non bisogna cedere ai capricci ingiustificati, il rischio è che diventi un circolo vizioso;

9. non dare largo spazio al capriccio perché se il piccolo capisce che può ottenere qualcosa con un particolare comportamento lo ripeterà sempre;

10. non castigare il bambino se si mostra possessivo verso un particolare oggetto (es. il suo pupazzo);

11. non assecondare i capricci a tavola ma raggiungi un compromesso con il bimbo ad esempio “mangiane un pochino dai”;

12. rassicurare il bimbo con un abbraccio se il capriccio sfocia in una vera crisi di nervi;

13. non dare peso anzi ignora il chiaro capriccio “da attore” e lui probabilmente smetterà;

14. non esagerare con le regole;

15. non cedere a ogni minimo capriccio perché i bambini hanno la capacità di cogliere le debolezze e usarle a proprio vantaggio.

Memorizza bene questi 15 principi perché ti saranno molto utili durante i terribili due anni, credimi!

Con mio figlio sono una salvezza e ho voluto condividerle per questo motivo.

Hai già messo in pratica qualcosa di questi principi?

Raccontami quali nei commenti e non dimenticare di dirmi le reazioni del tuo bambino.

Sostenerci e aiutarci tra genitori, anche semplicemente condividendo le nostre esperienze, è utile ad affrontare e superare situazioni complesse con i nostri bambini.

I terribili due anni
I terribili due anni

Perché i bambini non obbediscono?

Ci sono diversi motivi per cui i bambini non obbediscono, eccone alcuni:

  • siamo poco convincenti e non usiamo un tono fermo e deciso verso il bambino;
  • il bambino non avverte il nostro amore;
  • siamo stati troppo severi con il bambino;
  • non usiamo le azioni associate alle parole per fargli capire meglio un suo cattivo comportamento, ad es. lasciare la stanza e non giocare più con lui perché ci ha lanciato un gioco può fargli capire che il suo atteggiamento è sbagliato;
  • esigiamo obbedienza nel momento sbagliato, magari proprio quando è concentrato a sperimentare qualcosa di nuovo, cosa che succede in particolare a 2-3 anni di età;
  • li mettiamo in imbarazzo davanti ad altre persone.

L’obbedienza è una forma d’imposizione che durante i terribili due anni è difficile da impostare con i bambini ma non impossibile.

Anche in questo caso con i bambini ci vuole pazienza, empatia, comprensione e anche un pizzico di strategia.

Il tuo bambino obbedisce?

Raccontami la tua esperienza nei commenti.

Durante i terribili due anni il bambino non mangia

Durante i terribili due anni, il bambino mostra spesso il rifiuto al cibo e non mangia volentieri.

Questa situazione, insieme a un atteggiamento ribelle e a un cambiamento repentino delle abitudini, può durare qualche mese e non bisogna preoccuparsi eccessivamente.

In ogni caso un consulto con il pediatra è sempre opportuno per capire se la mancanza di appetito è dovuta a un altro motivo.

Durante i terribili due anni non mangia
I “terribili due” anni e non mangia

Come affrontare i terribili due anni e superarli indenni

Ecco come affrontare i terribili due anni del nostro bambino, senza perdere la sanità mentale:

  • quando piange cerchiamo di distrarlo con qualcosa di nuovo da fare;
  • invitiamolo a concentrarsi su qualcosa di piccolo come una mosca che vola e inventiamo una storia che lo distragga;
  • diamo poche regole necessarie per non confondere il piccolo;
  • parliamo spesso delle sue emozioni magari con l’aiuto di un libro per coinvolgerlo e fargli capire meglio;
  • spieghiamo ogni cosa che stiamo per fare e come la faremo in modo da prepararlo perché loro ascoltano e capiscono tutto a questa età, anche se a noi non sembra;
  • lasciamo che incanali la rabbia e la sfoghi attraverso un gioco o un’attività.

Può sembrare difficile ma quando trovi il metodo che funziona con tuo figlio poi diventa tutto più semplice.

I terribili due anni: come comportarsi

Durante i terribili due anni dobbiamo adottare alcuni comportamenti con il bambino.

In particolare dobbiamo evitare di urlare al bambino ma cercare di sostenerlo durante i continui sbalzi di umore.

La pazienza è indispensabile in questo periodo quindi se ci rendiamo conto che la stiamo perdendo, avvisiamo il bambino e spostiamoci in un’altra stanza per calmarci.

L’empatia può aiutarci a comprendere come si sente il nostro bambino, capire cosa prova e di conseguenza ad avere più comprensione in questa fase.

In questi particolari momenti è meglio portarlo fuori all’aria aperta perché può aiutare entrambi a distendere la tensione, inoltre il bambino a contatto con la natura spesso ritrova il suo equilibrio.

Al contrario evitiamo gli ambienti chiusi e affollati perché sono troppo “stimolanti” e in questa fase, rendono il piccolo più nervoso.

Come calmare un bambino di 2 anni che piange

Calmare un bambino di 2 anni che piange può essere a volte difficoltoso ma tenerlo sulla nostra spalla e massaggiargli la schiena dolcemente è sicuramente un metodo efficace, insieme ad abbracci e coccole per fargli sentire il nostro amore.

Come rimproverare un bimbo di 2 anni

I rimproveri a un bimbo di 2 anni devono avvenire sempre durante la singola situazione in cui ha sbagliato in modo che capisca chiaramente perché lo rimproveriamo in modo preciso e colleghi a cosa ci riferiamo.

Il rimprovero deve avvenire con parole semplici, chiare e comprensibili rispetto all’età del bambino.

I terribili due anni potrebbero richiedere molti rimproveri al nostro bambino, cerchiamo solo di non esagerare e ottenere l’effetto contrario.

I terribili due anni: 5 libri che possono aiutarci

Ci sono dei libri che possono aiutarci a superare indenni i terribili due anni, tra questi ci sono:

1. I terribili due di Mac Barnett e John Jory;

2. Mamma non urlare: strategie pratiche per prevenire i capricci e farti ascoltare dimenticandoti rabbia e stress. Come applicare la disciplina positiva per crescere bambini felici e sicuri di sé di Emma Parisi;

3. Invece di dire…prova a dire…Le parole per educare i bambini con amorevole fermezza di Alla Beltrame e Laura Mazzarelli;

4. Come parlare perché i bambini ti ascoltino & come ascoltare perché ti parlino di Adele Faber e Elaine Mazlish;

5. Manuale di sopravvivenza ai capricci per genitori esasperati: come interpretare le emozioni e gestire il comportamento dei nostri figli di Miriam Tirado Torras.

Conclusioni

Ti ho spiegato in modo semplice cosa sono i terribili due anni di un bambino e quali sono i comportamenti di questa fase.

Come può aiutarci il capire cosa affronta il bambino in questo periodo perché i cosiddetti “capricci” sono dovuti a un normale percorso evolutivo della crescita.

Il nostro ruolo di genitore, in questa dedicata fase del bambino, è particolarmente importante ma per affrontarla e superarla indenne ci serve un’infinità di pazienza e qualche dritta per semplificarci la vita.

Spero che tutto questo ti possa aiutare a superare, insieme al tuo bambino, i terribili due anni.

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