Come stimolare le prime parole dei bambini: 11 metodi efficaci

COME STIMOLARE LE PRIME PAROLE DEI BAMBINI 11 METODI EFFICACI
Ci sono molti metodi per stimolare il nostro bambino a pronunciare le prime parole e altri per capire quando ha difficoltà con il linguaggio.

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Come stimolare le prime parole dei bambini?

Stimolare le prime parole dei bambini dipende molto da noi genitori.

I bambini imitano e imparano molto dai genitori quindi per prima cosa dobbiamo sapere che il neonato apprende, seppur gradualmente, tutto ciò che sente e che vede proprio da noi. 

Iniziamo quindi fin da subito a parlare con il bambino, perché ascoltare la nostra voce, lo tranquillizza e allo stesso tempo impara a riconoscere la voce di mamma e papà.

I neonati riconoscono la mamma dall’odore, dal calore ma anche dalla sua voce.

Impariamo a usare un linguaggio semplice e chiaro con il piccolo e non stanchiamoci di essere ripetitivi perché lo aiuta, con il tempo, a memorizzare.

Quando sarà il momento, inizierà a “lallare” per poi dire le sue prime parole.

Vediamo come stimolare le prime parole dei nostri bambini e come capire se ha difficoltà con il linguaggio.

Come stimolare le prime parole dei bambini: 11 metodi efficaci
Come stimolare le prime parole dei bambini

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Table of Contents

Come stimolare le prime parole dei bambini

Stimolare le prime parole del bambino è semplice ma occorrono tanta pazienza e amore.

Con alcune attenzioni da parte nostra possiamo stimolare quotidianamente il piccolo nel linguaggio.

Come stimolare le prime parole dei bambini?

Ecco cosa fare per stimolare le prime parole dei bambini:

  1. parliamo costantemente al bambino fin dalla nascita;
  2. cantiamo spesso al bambino fin dalla nascita;
  3. usiamo un linguaggio semplice e chiaro;
  4. usiamo frasi brevi e di facile comprensione;
  5. ripetiamo spesso le prime parole, come mamma e papà ma anche pappa, pipì o cacca.
  6. usiamo il nome corretto di ogni oggetto per le azioni quotidiane che facciamo;
  7. diamo modo e tempo al bambino di esprimersi senza intervenire per aiutarlo;
  8. diamo il nome appropriato ai suoi gesti attraverso il gioco e ripetiamoli insieme imitandolo;
  9. quando parliamo al bambino abbassiamoci alla sua altezza in modo che possa vedere anche il movimento della nostra bocca;
  10. leggiamo molti libri con le raffigurazioni da indicare mentre leggiamo e usiamo libri adatti per l’età del bambino;
  11. usiamo un linguaggio corretto con il bambino e NON parole “storpiate” che utilizza il bambino perché imparerà ascoltando quelle corrette.

Tu come stimoli le prime parole del tuo bambino?

Scrivimi nei commenti.

Parlare al bambino fin dalla nascita

Parlare al bambino, fin dalla nascita, è la prima cosa che dobbiamo fare noi genitori.

Un errore frequente è quello di pensare che il neonato sia troppo piccolo e sia inutile usare una corretta comunicazione fino a quando sarà cresciuto.

In realtà il neonato inizia a imparare fin da subito.

Ci vorrà invece un po’ di tempo per esprimere e dire le prime parole ma non dobbiamo mettergli fretta perché ognuno ha i suoi tempi!

Parliamo con lui normalmente quando si sveglia, quando lo vestiamo, quando gli facciamo il bagnetto, quando lo culliamo con una ninna nanna, quando giochiamo con lui e così via.

Raccontiamo al piccolo quello che stiamo per fare e quello che vediamo intorno a noi.

Insomma parliamo con lui come se fosse già cresciuto!

Cantare al bambino fin dalla nascita

Cantare al bambino fin dalla nascita è un ottimo metodo per avvicinarlo alle prime parole.

Scegliere una ninna nanna semplice e usare un tono di voce basso, oltre a favorire il sonno del bambino, lo aiuta a sentire il suono delle prime parole.

Sai perché le ninna nanna ripetono sempre le stesse parole?

Ascoltare le stesse parole di una ninna nanna aiuta l’apprendimento del bambino.

Infatti, le ninna nanna, si basano proprio su prime parole semplici e di facile comprensione, ripetute più volte.

Puoi usare anche canzoni semplici per i bambini che non siano impegnative come le filastrocche cantate.

Il tono della nostra voce attira l’attenzione del bambino e quando inizia a muovere la bocca e fare i suoi primi suoni possiamo ripeterli dopo di lui, questo è un modo per il piccolo di ascoltare e capire la differenza del suono emesso da lui e quello di un’altra persona.

Se hai bisogno di qualche idea per cantare una ninna nanna al tuo bambino puoi leggere l’articolo “7 ninna nanna neonati per un dolce dormire”.

Usare un linguaggio semplice e chiaro con il bambino

Impariamo a usare un linguaggio semplice e chiaro con il bambino in modo che riesca a comprendere le prime parole per poi esprimerle quando sarà il momento.

Quando parliamo con un neonato, utilizziamo i suoni collegati alle parole come il verso di un animale ma anche un rumore prodotto da un oggetto come il “tic tac”.

Il neonato impara prima i suoni e poi le prime parole associandole a quel suono.

Non diamo mai per scontato che sia automatico perché per il piccolo è tutto una novità da scoprire e imparare.

Usare frasi brevi e di facile comprensione

Per stimolare le prime parole del bambino è importante usare frasi brevi e di facile comprensione in base anche all’età del piccolo.

Ecco perché il numero delle parole che usiamo in una frase ha una certa importanza.

Il piccolo che deve apprendere e non andare in confusione perché utilizziamo troppo parole.

Usare troppe parole causa al bimbo maggiore difficoltà ad assimilare e ripetere quello che gli diciamo.

Ripetere spesso le “prime parole” al bambino

Per stimolare le prime parole del bambino dobbiamo metterci tanta pazienza e amore, senza stancarci di ripetere più e più volte le stesse parole in modo che possa memorizzarle.

Per noi genitori può essere noioso ripetere sempre le stesse parole ma è utile per il bambino quindi armiamoci di tanta buona volontà e via!

Usare il nome corretto degli oggetti associato alle azioni quotidiane

Per insegnare e stimolare le prime parole del bambino dobbiamo usare il nome corretto di ogni oggetto associato anche alle azioni quotidiane.

Mi spiego meglio.

Se facciamo il bagnetto al bambino, possiamo usare le parti del corpo per associare le azioni, come “laviamo le mani”, “giochiamo con i piedi”, “le gambe si piegano”, “la pancia è morbida” e così via indicando chiaramente queste parti del corpo.

Se gli cambiamo il pannolino, parliamo con il bambino spiegando con frasi brevi quello che stiamo facendo come “cambiamo il pannolino” o “mettiamo la crema”.

Quando il bambino inizia a crescere, intorno ad un anno, possiamo stimolare le prime parole facendo domande che richiedono una scelta da parte del bambino.

Vuoi sapere in che modo?

Te lo spiego subito.

Le domande che possiamo fare al bambino, brevi ma concise, che richiedono una scelta possono essere:

  • vuoi la mela o la banana?
  • vuoi la pasta o la carne?
  • vuoi il pesce o la carne?
  • e così via.

Anche se il bambino non è ancora in grado di esprimersi, inizia ad associare e poi con il tempo anche a rispondere alla domanda anziché un semplice SI o NO.

Dare modo e tempo al bambino per esprimersi

Quando il bambino inizia a esprimere le prime parole, dobbiamo lasciare che lo faccia con il suo tempo e il suo modo senza intervenire per aiutarlo.

Se parliamo al posto suo, pensando di aiutarlo, non sentirà il bisogno di imparare.

Lasciamo che faccia la sua esperienza e i tentativi necessari, limitandoci ad ascoltare.

Per stimolare le prime parole facciamo anche finta di non capire quello che vuole, questo lo invoglierà a esprimersi per ottenere ciò che desidera.

Dare il nome corretto ai suoi gesti attraverso il gioco

I bambini imitano i genitori ed è una fase particolarmente importante per imparare le prime parole.

Al contrario di quello che pensiamo, dobbiamo essere prima noi genitori a imitare il nostro bambino.

Ma in quale modo imitare il nostro bambino?

Il momento migliore per imitare il nostro bambino è durante il gioco, come l’espressione del suo volto o i suoni che emette.

In questo modo stimoliamo il bambino a imitarci e ripetere la nostra azione come ad esempio battere le mani, una delle prime cose che imparano volentieri.

Un’altra cosa piacevole da imitare sono le sue espressioni come ridere o piangere creando magari un piacevole gioco.

Quando parliamo con il bambino abbassiamoci alla sua altezza

Quando parliamo al bambino, dobbiamo letteralmente abbassarci alla sua altezza.

Cosa vuol dire abbassarsi all’altezza del bambino?

Dobbiamo abbassarci in modo che il bambino riesca a vedere il movimento della nostra bocca mentre parliamo con lui.

Per stimolare le prime parole del bambino, il “labiale” è importante perché aiuta il piccolo a comprendere e ripetere attraverso il movimento della bocca.

Leggere molti libri con le illustrazioni

Fin dalla nascita impariamo a leggere i libri con le illustrazioni abbastanza grandi in modo che durante il racconto possiamo indicare l’animale o l’oggetto di cui parliamo.

Il bambino inizia ad associare ascoltando e, quando si sentirà pronto, anche a ripetere durante il racconto.

Crescendo possiamo iniziare a fargli domande durante la lettura del libro come ad esempio, se parla della gallina che fa le uova, possiamo chiedergli “come fa la gallina?”.

In questo modo inizierà a riprodurre il verso della gallina e con il tempo anche il suo nome.

Usare sempre il linguaggio corretto con il bambino senza “storpiare” i nomi

Quando i bambini sono piccoli, è normale che le loro prime parole siano “storpiate” ma l’errore che noi genitori NON dobbiamo fare è ripetere queste parole, ma continuare a usare il nome corretto di ogni oggetto.

Ascoltando il nome corretto degli oggetti, con il tempo, il bambino imparerà a dirli in modo giusto correggendo il suo linguaggio.

Lo sbaglio è invece adeguarci al linguaggio “bambinesco” perché il bambino potrebbe memorizzare che quello è il modo giusto di chiamare quella suddetta cosa o oggetto.

Come stimolare le prime parole dei bambini a contatto con la natura
Le prime parole dei bambini e la natura

Quando iniziare a stimolare le prime parole

Stimolare le prime parole del bambino è un compito che noi genitori, dobbiamo iniziare fin dai primi istanti di vita del nostro bambino.

Nei primi giorni di vita, il neonato inizia a scoprire il mondo che lo circonda e inizia ad apprendere.

Una delle prime cose che impara è riconoscere la voce di mamma e papà.

Quando un neonato inizia a dire le prime parole

Quando un neonato dice le prime parole NON è possibile stabilirlo perché ogni bambino è differente inoltre dipende da una serie di cose.

Un neonato inizia prima a conoscere il suono della voce poi inizia a fare i primi versi e con i suoi tempi si avvicina a “lallare” per poi dire le sue prime parole.

Un bambino pronuncia le prime parole quando il cervello inizia ad associare gli oggetti con i nomi e quando la lingua e le labbra acquisiscono abilità motorie.

In generale un bambino pronuncia le prime parole tra gli 11 e 15 mesi ed entro i 18 mesi dovrebbe essere in grado di usare alcune parole.

Cosa vuol dire “lallazione”

La “lallazione” è una sperimentazione vocale e funzionale dello sviluppo del linguaggio e in realtà NON è ancora un linguaggio.

Dai 6 mesi in poi, il bambino può iniziare a “lallare”, un’espressione vocale che ha come caratteristica la ripetizione di sillabe cantilenate.

La parola “lallare”, infatti, deriva dal latino “lallatio” che vuol dire “canterellare”.

Quando preoccuparsi se il bambino non “lalla”

Quando il bambino non “lalla” per niente, entro i primi 12 di vita dobbiamo preoccuparci di capire il motivo.

Può dipendere semplicemente dal fatto che NON gli parliamo abbastanza.

Possono esserci altri motivi più preoccupanti che vanno comunque indagati insieme al pediatra tra cui che il bambino non riesce a sentire le parole e quindi non è in grado d’imitare il suono.

In questo caso è un problema di udito che bisogna approfondire con visite ed esami specifici.

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Le prime parole del neonato a 4 mesi

Le prime parole del neonato a 4 mesi sono in realtà, un’imitazione di suoni come le vocali e solitamente sono la “A” o “E”.

Se il neonato a 4 mesi non pronuncia ancora nulla può dipendere dalla sua mancanza di curiosità quindi è necessario stimolarlo ma non è comunque preoccupante.

Le prime parole del neonato a 5 mesi

Il neonato a 5 mesi potrebbe iniziare a balbettare e pronunciare le prime parole che per noi non hanno senso.

A 5 mesi il piccolo può iniziare a mettere insieme il due suoni come “la” – “pa” – “ma”, composti da consonante e vocale.

Le prime parole del neonato a 7 mesi

Le prime parole del neonato a 7 mesi sono spesso legate al gioco e possono essere espresse come “lallazione”, composta solitamente da sillabe.

Per stimolare il linguaggio del bambino a 7 mesi utilizzate diversi toni di voce e variate la mimica usando frasi semplici e brevi.

Quante parole dice un bambino di 12 mesi

In generale un bambino di 12 mesi può pronunciare da 2 a 6 parole differenti oltre a mamma e papà anche se pronunciate in modo scorretto.

Dico in generale perché ci sono bambini che hanno bisogno di più tempo per pronunciare le prime parole e in media le femmine sono più precoci dei maschi per quanto riguarda le prime parole.

Quante parole dice un bambino a 18 mesi

In generale un bambino a 18 mesi può pronunciare intorno alle 50 parole anche se non proprio correttamente.

Anche in questo caso ci sono bambini che hanno bisogno di più tempo per arrivare a 50 parole diverse e non bisogna preoccuparsi se ne pronuncia meno.

Per stimolare le prime parole del tuo bambino, dai 18 mesi in poi, puoi coinvolgerlo nelle azioni che svolgi quotidianamente come impastare, pulire le verdure o anche sistemare un cassetto.

Per rendere il bambino indipendente e svolgere queste azioni al tuo fianco puoi usare una torre Montessoriana.

Come stimolare le prime parole dei bambini attraverso le azioni quotidiane
Stimolare le prime parole attraverso le azioni quotidiane

Quali sono le prime parole di un bambino

Le prime parole di un bambino solitamente sono “mamma” e “papà” ma anche parole che riguardano attività ed esigenze personali come “pappa”, “ciuccio”, “nanna” o “cacca”.

Quando un bambino inizia a dire mamma e papà

Un bambino, intorno ai 12 mesi di vita, inizia a dire “mamma” e “papà” a volte una o l’altra a volte entrambe e sono tra le prime parole che apprende il bambino.

Per stimolare queste due parole, in casa marito e moglie, possono chiamarsi mamma e papà davanti al bambino in modo che possa associare il suono di queste parole e ascoltarle spesso.

Come incoraggiare i bambini a parlare

Il modo migliore per incoraggiare i bambini a parlare è giocare e i migliori giochi per favorire il linguaggio sono quelli sonori, la lettura di libri con le immagini, guardare le foto descrivendo gli oggetti e le azioni oppure giocare con i burattini inventando una storia.

Un video che può aiutare a incoraggiare i bambini a parlare e dire le prime parole è quello della Dott.ssa Anna Biavati, che trovi qui sotto:

Come aiutare il tuo bambino a dire le prime parole

Quando preoccuparsi se un bambino non parla

Ci sono alcuni criteri per stabile quando preoccuparsi se un bambino non parla e alcuni sono:

  1. mancata “lallazione” entro i primi 12 mesi di vita;
  2. un vocabolario inferiore alle 15 parole intorno ai 18 mesi di vita;
  3. un vocabolario del bimbo inferiore alle 50 parole intorno ai 24 mesi di vita;
  4. nessuna combinazione di parole tra i 24 e i 30 mesi di vita;
  5. scarsa comunicazione gestuale;
  6. difficoltà nel comprendere il linguaggio oltre che a parlare;
  7. lessico scarso.

In caso di dubbi è opportuno confrontarsi con il pediatra e valutare una visita dal logopedista.

Come capire se un bambino ha un ritardo

Per capire se un bambino ha un ritardo, dobbiamo prestare attenzione ad alcuni comportamenti, tra cui se dimostra:

  1. un ritardo nell’apprendimento della posizione seduta, dello spostamento a carponi e del cammino, rispetto agli altri bambini della stessa età;
  2. un ritardo nel linguaggio rispetto agli altri bambini;
  3. difficoltà a pensare in maniera logica;
  4. incomprensione delle conseguenze delle azioni;
  5. un comportamento infantile rispetto all’età media degli altri bambini;
  6. mancanza di curiosità;
  7. difficoltà di apprendimento e di comunicazione anche gestuale;
  8. difficoltà ad interagire con le altre persone;
  9. incapacità a prendersi cura di se stesso.

In ogni caso è opportuno confrontarsi con il pediatra per valutare le condizioni complessive del bambino in base all’età.

Come si capisce se un bambino non riesce a parlare

Se un bambino non riesce a parlare, rispetto agli altri bambini della sua età, ci sono alcune indicazioni da non sottovalutare per i genitori, per richiedere una visita dallo specialista, tra cui quando:

  • ha superato i 24 mesi e dice meno di 50 parole;
  • ha una pronuncia scorretta delle parole;
  • balbetta;
  • non si comprende ciò che dice;
  • il linguaggio non è fluente;
  • riesce a comunicare solo con la mamma;
  • è eccessivamente attivo;
  • non riesce a concentrarsi.

È sempre opportuno confrontarsi con il pediatra che conosce il quadro completo del bambino per capire se occorre una visita specialistica.

Perché ci sono bambini che tardano a parlare

Ci sono diversi motivi per cui i bambini tardano a parlare e tra questi vi è il carattere del bambino, alcuni sono più timidi e il loro silenzio esprime semplicemente il loro modo di essere.

Uno tra i motivi più comuni è invece la pigrizia perché se il bambino si rende conto che non ha necessità di parlare per soddisfare i suoi bisogni, allora NON farà alcuno sforzo per comunicare attraverso il linguaggio.

Un altro motivo è l’ambiente nel quale cresce e quindi la famiglia, per cui se in casa si tende a parlare a monosillabi o semplicemente a usare pochi vocaboli per esprimersi, il bambino che apprende particolarmente attraverso l’imitazione dei genitori, tenderà a fare lo stesso.

Quando un bambino inizia a parlare tardi

Ci sono bambini che iniziano a parlare tardi, rispetto ai loro coetanei, tra i 24 e i 36 mesi di vita.

Sono semplicemente bambini che “sbocciano in ritardo” e hanno bisogno di più tempo rispetto agli altri bimbi che utilizzano il linguaggio per comunicare.

Questi bambini si definiscono “parlatori tardivi” perché sviluppano il linguaggio più tardi.

Come stimolare le prime parole dei bambini "tardivi"
Le prime parole dei bambini

Quando un bambino ha bisogno della logopedista

In linea generale è utile portare il bambino dal logopedista quando:

  1. dai 2 anni in bambino NON ha ancora cominciato a parlare;
  2. dai 3 anni in poi il bambino NON si esprime in maniera comprensibile;
  3. produce un numero di suoni limitato.

Secondo il Centro Psicologia e Associazione Centro Psicologia Counseling, da cui ho preso queste informazioni che riporto di seguito, è opportuno rivolgersi al logopedista in presenza di questi ritardi o disturbi del bambino:

  1. Ritardo o disturbi del linguaggio
  2. Disturbi dell’apprendimento – DSA (dislessia, disortografia, discolalculia, disgrazia)
  3. Disturbi della voce (disfonia infantile)
  4. Disturbi della fluenza verbale (es. balbuzie)
  5. Ipoacusia (sordità)
  6. Discrasia verbale evolutiva (disordine congenito che consiste nella difficoltà di programmare la produzione dei suoni del linguaggio e ordinarli in sequenza per formare sillabe, parole e frasi)
  7. Deglutizione disfunzionale e respirazione o disturbi comunicativo-linguistici secondari  a disabilità intellettiva ( es. sindrome di Down)
  8. Disturbi comunicativo-linguistici di origine neurologica (paralisi celebrali infantili, trauma cranico, ecc)
  9. Disturbo dello spettro dell’autismo
  10. Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

Come fare esercizi di logopedia a casa

Per i bambini più piccoli ci sono alcuni giochi-esercizi che la logopedista Dott.ssa Claudia Antognazzi ha evidenziato nel suo articolo e da cui ho preso queste informazioni e dove ne trovi altre interessanti su questo argomento, se desideri approfondire.

Questi esercizi sono da fare in collaborazione con un genitore, quale parte importante e vitale per aiutare il piccolo:

  1. “Lavarsi i denti” è il nome per descrivere questo esercizio. Il bambino deve sorridere a bocca aperta e usare la lingua per toccare ogni dente dall’interno. Il genitore può fare gli esercizi in modo che il bambino lo imiti per gioco.
  2. “Abbasso la pigrizia”, mentre il bambino sorride, deve mettere un abbassalingua tra le labbra e deve cercare di far passare la lingua sopra e sotto il bastoncino.
  3. “Sollevamento”, il bambino deve spalancare la bocca e con un sorriso deve tirare fuori la lingua appiattita poi deve alzare solo la punta in modo che al centro della lingua appaia una fossetta.

Il logopedista spesso chiede di svolgere a casa alcuni semplici esercizi anche ai bambini diciamo “più grandi”, tra cui:

  1. Imitare i versi degli animali per identificare i suoni delle lettere ma anche disegnare o dipingere un animale mentre ne imita il verso.
  2. Con l’iniziale di una parola il bambino deve inventare delle frasi, buffe e divertenti, contenenti il più possibile le parole che iniziano con il fonema scelto, esempio fonema scelto “R” la frase può essere “Roberto è rotolato dal prato e si è ferito l’orecchio.
  3. Cercare degli indovinelli la cui pronuncia e soluzione contengano i suoni sui quali deve esercitarsi il bambino. Ad esempio se vuole rafforzare la “C” andrà bene “un bicchiere con manico pieno di tè.
  4. Ripetere sequenze e frasi e assegnargli un punteggio ogni volta che la pronuncia del bambino è corretta, come ad esempio “rosso di sera bel tempo si spera”.
  5. Cercare scioglilingua divertenti per far esercitare il bambino sulla corretta pronuncia.

Il bambino deve svolgere questi esercizi con l’aiuto di un genitore quindi impariamo bene cosa fare.

Per rafforzare un fonema puoi usare anche i colori e costruire delle frasi divertenti.

Puoi costruire insieme al bambino la ruota dei colori Montessori, se non sai come fare leggi il mio articolo, perché oltre ad aiutare il piccolo con la fonetica, impara i diversi colori.

Giochi Montessori per stimolare il linguaggio

Lo sviluppo del linguaggio di un bambino può essere stimolato attraverso i giochi, fin dai primi mesi di vita.

Ecco alcuni giochi Montessori che stimolano il linguaggio del bambino e le prime parole:

  1. Il gioco del silenzio è un’attività utile e s’impara ascoltando i suoni del mondo che circonda il piccolo. Dopo aver ascoltato il suono per circa 30 secondi possiamo fare delle domande al bambino sul rumore che ha sentito dandogli un nome e una provenienza come ad esempio un cane che abbaia.
  2. Il gioco dei suoni che pone attenzione sulla fonetica. Questo gioco è molto utile per imparare a leggere. Possiamo mostrare al bambino degli oggetti i cui nomi iniziano con suoni diversi, prima nominando l’oggetto e poi chiedendo al bambino di trovare l’oggetto il cui nome inizia con un determinato suono.
  3. Una favola ogni giorno perché leggere al bambino è un modo per arricchire il suo linguaggio. Sono da preferire i libri che raccontano fatti reali e quotidiani e in questo caso, per evitare di distrarre la sua attenzione dal linguaggio, è meglio che siano con poche illustrazioni e colori.
  4. Dare il nome giusto a ogni cosa per arricchire il lessico del bambino. Quando il piccolo chiede cosa sia un oggetto, usiamo sempre il nome preciso, come ad esempio un arancio evitiamo di dire semplicemente che è un frutto.
  5. Giocare con le miniature mettendo davanti al bambino dei piccoli oggetti in miniatura e poi chiediamogli di dirci il nome ad esempio di una pera o di una papera.
  6. Le Flashcard o carte della nomenclatura sono utili per lo sviluppo del linguaggio. Sono quelle carte con oggetti, animali o persone e, dopo avergli mostrato la carta, dobbiamo pronunciare il nome di quella cosa raffigurata e chiedergli di ripeterlo. Possiamo anche fargli scegliere una carta e chiedergli il nome, per capire se ha imparato la nuova parola.

Puoi leggere anche l’articolo “giochi Montessori 6-12 mesi” dove trovi altre attività che puoi associare alle tecniche per lo sviluppo del linguaggio.

Filastrocche per stimolare il linguaggio

Le filastrocche sono utilizzate moltissimo per sviluppare il linguaggio dei bambini.

Le filastrocche sono giochi educativi del linguaggio che favoriscono la concentrazione e l’arricchimento del lessico.

Ci sono diverse filastrocche in rima per bambini che possono aiutarli a parlare quando preferiscono comunicare a gesti.

Con le filastrocche, il bambino impara ad apprendere e pronunciare nuove parole.

Ecco alcune filastrocche per bambini per stimolare il linguaggio:

  1. Filastrocca della felicità
  2. Filastrocca del pulcino
  3. Il codino del topino

Se vuoi imparare queste filastrocche per il tuo bambino le trovi sulla pagina di Bebè Blog.

Conclusioni

In quest’articolo ti ho spiegato come stimolare le prime parole del nostro bambino.

Da quando iniziare a stimolare le prime parole e in quali modi possiamo aiutare il piccolo.

Quali sono i campanelli d’allarme cui dobbiamo prestare attenzione se il bambino dimostra difficoltà del linguaggio e come comportarci in questi casi.

Infine quali sono i giochi e le attività che possono aiutare il bambino per lo sviluppo del linguaggio.

Per oggi è tutto e ci leggiamo nel prossimo articolo.

Ti aspetto!

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