Parto naturale: dopo 40 settimane di attesa

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Cosa sapere e come prepararsi al parto naturale dopo 40 settimane di attesa per affrontarlo e viverlo serenamente.

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Finalmente è il momento del parto naturale…dopo 40 settimane di attesa, finalmente, avremo il nostro bimbo fra le braccia.

Il giorno tanto atteso e che aspettavamo è arrivato!

Iniziano le contrazioni e per un momento ti domandi se devi correre in ospedale o prepararti senza andare nel panico, poi inizi a fare mente locale e ricordi tutto quello che hai imparato al corso di accompagnamento alla nascita per il parto naturale.

OK fare un bel respiro e calmarmi!

Capire la distanza di tempo tra una contrazione e l’altra.

Avvisare mio marito che ci siamo.

E finalmente pensare che stia per nascere il nostro

“Tesoro” e a breve lo terremo fra le braccia.

Emozione, paura, felicità, dolore, un insieme di sentimenti ma una fra tutte le sovrasta la GIOIA, quella che ti aiuterà ad affrontare il parto naturale!

Parto naturale dopo 40 settimane di attesa
Parto naturale dopo 40 settimane di attesa

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Il corso di accompagnamento alla nascita a cosa serve

Il parto naturale è un momento magico e indimenticabile ma dobbiamo prepararci per affrontarlo in modo consapevole.

Il corso di accompagnamento alla nascita serve a prepararci, nel migliore dei modi, al momento del parto naturale o cesareo.

Alle future mamme si affiancheranno ostetriche, ginecologi, personale di neonatologia, psicologi, anestesisti insomma tutti gli specialisti utili ad affrontare il parto.

Ognuno di loro, nell’ambito di competenza, ci comunica le informazioni necessarie.

Per questo motivo, è consigliato seguire a tutte le future mamme, il corso di accompagnamento alla nascita anche se, come nel mio caso, è avvenuto online per il problema del COVID-19, come vi avevo spiegato nel mio articolo “esami da fare in gravidanza”.

Cos’ è un parto naturale e cos’è un parto operativo

Per parto naturale s’intende quando avviene per via vaginale e senza il bisogno di aiuti medici.

Il parto operativo, invece, è quando avviene con l’uso ad esempio della ventosa per favorire l’uscita del bambino o per somministrazione di ossitocina per stimolare le contrazioni.

Quali sono le paure di una futura mamma prima del parto

La futura mamma, prima del parto, ha dei timori, in particolare se si tratta del primo figlio.

Una di queste paure, è sicuramente quella di non riconoscere le famose contrazioni e quindi non recarsi in tempo in ospedale.

Altro timore, può essere che ci siano complicazioni durante il parto, oppure di non riuscire a sopportare il dolore del parto naturale.

Insomma sono tutte paure normali, non preoccupatevi!

Come stimolare le contrazioni in modo naturale

Arrivate alla 40esima settimana di gravidanza e quindi al termine della data presunta parto, iniziamo a domandarci come stimolare l’arrivo delle contrazioni.

Inizieremo a fare i monitoraggi predisposti dall’ospedale.

Ricordatevi di prenotarli qualche settimana prima e, nel caso nel frattempo il vostro bambino decida di nascere farete in tempo a disdirli se non addirittura, se il parto avviene nello stesso ospedale, provvederanno direttamente a una comunicazione interna.

Ci sono alcuni metodi naturali che secondo la tradizione possono aiutare le contrazioni, vediamo qualcuno:

un rapporto sessuale , una lunga e bella passeggiata, la stimolazione dei capezzoli oppure come nel mio caso, fare le scale su e giù un po’ di volte.

Dopo la quinta volta di scale, sali e scendi, sono iniziate le mie contrazioni.

Cosa preparare in valigia da indossare durante il travaglio

Gli esperti consigliano di preparare per il parto naturale e mettere nella “Valigia per il parto”  2-3 camicie da notte con i bottoni davanti, una vestaglia o un cardigan, calzini per tenere i piedi caldi.

Inoltre, per i dolori, potrebbero proporvi una doccia calda, come nel mio caso, e vi servirà un accappatoio e delle infradito o ciabatte da piscina, se non volete entrare in doccia scalzi, che vi serviranno anche dopo il parto per lavarvi.

Valigia per il parto
Valigia per il parto: quando prepararla

Preparare una playlist di musica da ascoltare durante il travaglio

Durante il corso di accompagnamento alla nascita, hanno consigliato di prepararci una playlist di musiche che ci possano aiutare a rilassarci e affrontare meglio il dolore durante il travaglio.

Sembra che funzioni!

E’ vero che la luna influenza il travaglio?

Questa domanda è stata fatta da molte future mamme durante il corso di accompagnamento alla nascita e non ci sono prove che lo accertino.

Ebbene sì, è pensato che la luna influenzi il travaglio perché da alcune statistiche risulta che ci sono stati negli ospedali, più parti durante le notti di luna piena.

Le contrazioni

Le contrazioni sono degli spasmi percepiti a livello dell’addome.

Questi spasmi si presentano nell’ultimo trimestre di gravidanza spontaneamente e, quelle preparatorie, hanno lo scopo di preparare l’utero al parto.

Ci sono diversi tipi di contrazioni: di Braxton Hicks, prodromiche, renali e uterine.

Come riconoscere le contrazioni del travaglio

Le contrazioni che ci avvisano del travaglio, rispetto alle altre contrazioni, sono più regolari, dolorose e durano più di 30 secondi.

Le contrazioni sono avvertite prima nella parte bassa della schiena e poi verso l’addome e viceversa.

Le contrazioni possono essere accompagnate da perdita di sangue e dalla rottura delle acque.

Al corso di accompagnamento alla nascita, hanno consigliato di calcolare quanto dura ogni contrazione e il tempo che passa tra una e l’altra, se avviene ogni 3-5 minuti è il momento di andare in ospedale.

Mio marito data la distanza dall’ospedale ha preferito considerare come parametro 10 minuti da una contrazione all’altra, lo faceva stare più tranquillo.

Cosa consigliano di usare in auto durante le contrazioni

Al corso di accompagnamento alla nascita hanno raccomandato, durante il trasporto in auto, di usare durante una traversa o due sul sedile della futura mamma.

Questo perché in caso si rompano le acque, il liquido rilasciato macchia e difficilmente si pulisce.

L’arrivo in ospedale e cosa avviene in sala travaglio e sala parto

Quando arriviamo in ospedale, al Pronto Soccorso, come prima cosa, ci faranno il tampone se in periodo COVID-19, in alcuni ospedali lo faranno anche al marito o compagno.

Nel frattempo, di ricevere l’esito del tampone, ci accompagneranno nel reparto per la visita ginecologica e capire se è arrivato il momento di entrare in travaglio oppure era un falso allarme.

Intanto arriveranno gli esiti del tampone e procederanno di conseguenza.

Fortunatamente, io e mio marito, eravamo entrambi negativi.

Nel caso di presupposto del parto i medici ci faranno cambiare e ci porteranno in sala travaglio o in una camera per permetterci di camminare, stenderci, sederci e muoverci più liberamente durante le contrazioni.

Nell’ospedale dove ho partorito, permettevano al marito o compagno di restare durante il parto e questo è stato un grande sostegno emotivo.

Durante le contrazioni per calmare i dolori mi hanno proposto la doccia calda ed io ho accettato.

Sono stata aiutata da mio marito che con grande pazienza ha tenuto il doccino spostandolo dove necessitava per circa un’ora.

Ero continuamente monitorata dall’ostetrica che controllava spesso la situazione.

Possono proporre anche altri sistemi come il massaggio da parte del marito/compagno che nel corso di accompagnamento alla nascita vi spiegano.

Poi è arrivato il momento della fase attiva o quella espulsiva, e sono entrata in sala parto.

Alcuni centri nascita lasciano la libertà alla partoriente di trovare la posizione più comoda da assumere per far uscire il bambino, mettendo a disposizione anche alcune attrezzature e usando luci soffuse.

In alcuni casi se hanno una vasca, permettono addirittura di partorire in acqua.

In quali casi avviene l’induzione del travaglio

Se la gravidanza raggiunge il termine alla 40esima settimana e tutto tace, inizierete i monitoraggi sino alla 41-42esima settimana.

In questo periodo, per stimolare il parto naturale, possono proporre lo scollamento delle membrane, come nel mio caso, per agevolare le contrazioni, ma non è detto che funzioni.

A questo punto il medico consiglierà di indurre il travaglio per evitare rischi.

Le contrazioni possono essere indotte con l’ossitocina, un ormone sintetico che da inizio alle contrazioni.

Il medico potrebbe anche praticare, se necessario, la rottura del sacco amniotico.

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Il travaglio

I sintomi del travaglio e del parto, ammetto, sono inconfondibili.

Io ero tra quelle donne che si preoccupavano di non rendersene conto.

Nel momento del travaglio, i dolori delle contrazioni, per quanto mi riguarda, erano forti.

Ma quello che avvertivo particolarmente era l’inevitabile spinta nel basso ventre che non riuscivo a modulare come mi veniva richiesto dall’ostetrica.

Evidentemente, il mio bambino spingeva per uscire.

Il mio travaglio, in totale, è durato 5 ore e da quello che mi hanno detto è stato breve.

Vi confesso che in quel momento mi sembrava interminabile.

Ci sono alcune cose che aiutano a capire l’inizio del travaglio e il momento del parto naturale:

– la rottura del sacco amniotico, la sacca che contiene il bambino e il liquido amniotico.

All’improvviso sentiamo scendere un liquido caldo, che può sembrare urina.

Possiamo iniziare a perdere in precedenza delle goccioline di liquido amniotico che si presenta inodore e trasparente.

Nel caso la rottura del sacco amniotico avvenga fuori dall’ospedale, occorre recarsi prima possibile in un ospedale.

Questo per evitare infezioni e che il bimbo possa restare senza liquido.

– la perdita del tappo mucoso, è il “tappo” che chiude il collo dell’utero composto di sostanza gelatinosa e mucosa biancastra.

Può avere striature rosate o essere accompagnate da goccioline di sangue.

In questo caso possiamo prepararci con più calma e recarci in ospedale.

– le prime contrazioni, l’utero si contrae e le avvertiamo a livello lombare e sui fianchi.

Solo se queste contrazioni continuano per almeno mezz’ora e sono ravvicinate diventando sempre più intense, è il momento di andare in ospedale.

Tenete presente che, al corso, hanno spiegato di attendere che le contrazioni siano ravvicinate di almeno 3-5 minuti prima di recarsi in ospedale ma certo poi dipende anche dalla distanza di ognuna di voi.

I sintomi del travaglio

I segnali che il travaglio è cominciato possono essere molti e diversi per ogni gravidanza.

Qualche giorno prima del parto si può avvertire qualche segnale.

Potreste avvertire qualche dolore alla schiena, reni e basso ventre, che ricordano i dolori mestruali.

Si possono avvertire delle contrazioni preparatorie differenti da quelle del travaglio perché invece di continuare, diminuiscono e smettono.

Le fasi del travaglio

Le fasi del travaglio sono cinque:

1. fase iniziale dove le prime contrazioni sono distanti l’una dall’altra e deboli.

In questa fase la cervice comincia a dilatarsi fino a 3 cm circa;

2. fase attiva dove le contrazioni diventano più frequenti e dolorose.

In questa fase la cervice si dilata fino a 4 cm per poi dilatarsi sempre più;

3. fase di transazione dove la cervice continua a dilatarsi e il bimbo preme per uscire;

4. fase espulsiva dove la cervice raggiunge la dilatazione di 10 cm, il punto in cui inizieremo a spingere per far uscire il bambino;

5. secondamento dove le contrazioni proseguono per espellere la placenta.

Il momento del parto naturale
Il momento del parto naturale

I dolori del travaglio e come alleviarli con metodi naturali

Tutte noi, sappiamo che al parto proveremo dolore e tante mamme raccontano sia il dolore più intenso provato.

Altre raccontano che somiglia alla sensazione che si spacchino “trecento” ossa.

Il parto naturale è davvero così doloroso?

Ognuno, credo, la viva in modo differente, tenete presente che la soglia del dolore può cambiare.

Personalmente, l’ho trovato doloroso ma non ho avvertito la sensazione delle ossa spaccarsi.

L’unica cosa indelebile è stata la sensazione d’inevitabile spinta che non riuscivo a modulare come mi veniva richiesto.

La pressione che comprimeva durante la contrazione.

I dolori fanno comunque parte di un processo naturale ed è parte della nascita.

Ricordatevi che il dolore è utile e funzionale nel parto.

Quando il bambino nasce, tutto quel dolore si trasforma in felicità e grande soddisfazione e, quasi senza rendersene conto svanisce.

Naturalmente esistono metodi anche naturali per alleviare il dolore, spiegati ampiamente durante il corso di accompagnamento alla nascita.

Ci sono varie posizioni da assumere che, in base ad ognuno, può essere migliore per avvertire sollievo.

La corretta e adeguata respirazione, aiuta moltissimo a controllare il dolore, alleviare la tensione e partecipare al parto in modo più sereno.

Le ostetriche, durante il corso, spiegano gli esercizi di respirazione che aiutano durante il travaglio a spingere in modo efficace.

La respirazione mi ricordava molto quella imparata a nuoto, quindi prendere un bel respiro a bocca aperta e rilasciare l’aria molto lentamente fino a svuotare completamente prima i polmoni e poi la pancia.

Altra possibilità è il massaggio che può essere fatto alla gestante dal marito o compagno.

Ascoltare musica, magari quella preparata nella playlist, può alleviare il dolore e aiutare a rilassarsi.

La doccia calda, che personalmente ho sperimentato, allevia il dolore e posso confermarlo, in particolare quando mio marito, posizionava il doccino sulla parte dell’addome e basso ventre ma anche sulle spalle.

Ho anche sentito di metodi che stanno sperimentando come le tecniche di riflessologia plantare e digitopressione durante il travaglio.

Insomma prima di arrivare a decidere per un’anestesia epidurale si possono tentare questi metodi naturali.

Anestesia epidurale

Esiste questo metodo che può essere chiesto da tutte le donne che stanno partorendo, previa visita dall’anestesista solitamente un mese prima della data presunto parto.

Consiste in una visita durante la quale l’anestesista vi porrà una serie di domande e vi prescriverà alcuni esami del sangue specifici da inviargli prima del parto che gli serviranno per capire come procedere.

In caso la vostra intenzione è di fare l’anestesia epidurale per il parto naturale, dovete:

– chiedere se l’ospedale dove partorirete pratica l’epidurale e se la presenza dell’anestesista è garantita 24 ore su 24;

– chiedere espressamente l’epidurale nella fase attiva del parto naturale;

– considerare che in alcuni casi non è possibile procedere con l’epidurale ma potreste scoprirlo solo quando il travaglio è iniziato.

Al corso di accompagnamento alla nascita che ho seguito, spiegavano che, nel possibile, è meglio evitare di arrivare all’anestesia epidurale perché, anche se in bassissima percentuale, può provocare ipotensione (abbassamento della pressione del sangue).

Quanto può durare il travaglio

Quanto può durare il travaglio di un parto naturale?

Questa è una domanda che ci poniamo noi gestanti, prima di partorire, perché il dolore ci spaventa.

Ebbene, nessuno può saperlo!

Orientativamente, il travaglio può durare dalle 6 alle 12 ore.

Il mio travaglio è durato 5 ore che, a detta dell’ostetrica, è stato veloce, ma credetemi in quel momento sembrava interminabile.

Come spingere durante il parto naturale

Nella fase di transazione, il bimbo preme per uscire e il nostro istinto di spingere è molto forte.

Ma non è ancora il momento giusto, come diceva anche l’ostetrica, perché la cervice non è completamente dilatata e potrebbero crearsi delle lacerazioni, come vi confesso mi è successo.

Per cominciare a spingere bisogna aspettare la fase espulsiva.

La corretta respirazione, appresa al corso, ci aiuterà in questo senso.

Cosa prova il bimbo durante il travaglio

Durante il travaglio, il bambino svolge una parte attiva e vive un momento di stress intenso.

Il bambino aiuterà la mamma per incanalarsi nel canale del parto.

Sentiremo premere per uscire e sentire schiacciare la testolina che lo porterà a una carenza di ossigeno.

Durante questa fase il suo stato di salute è monitorato costantemente in sala parto per evitare complicazioni.

Quando finalmente viene al mondo il suo pianto può essere di paura perché sente freddo, i suoi polmoni devono respirare improvvisamente, ci sono luci e rumori sconosciuti.

L’unica cosa che tranquillizza il neonato è l’odore e la voce della mamma oltre al suo abbraccio caldo.

Parto naturale: il momento dell'espulsione
Parto naturale: il momento dell’espulsione

Cosa si prova durante il parto naturale

Credo che ogni donna provi diverse emozioni che si sovrasta una sull’altra rincorrendosi.

Sicuramente il dolore delle contrazioni che diventano sempre più intense la fa da padrona in quel momento.

Ma nei pochi attimi in cui le contrazioni diventano sopportabili, si prova emozione e felicità nel pensare che a breve terremo fra le braccia il nostro bambino.

Un pizzico di preoccupazione fino alla fine resta, nell’attesa di sapere che il bambino sta bene.

La stanchezza che, continuando a spingere, si sente sempre più, tanto che pensi di non farcela e invece, ecco nascere la tua ragione di vita….il tuo meraviglioso bambino.

Quando finalmente hai il tuo bambino fra le braccia, tutto svanisce e per te esiste solo lui…come se quello che hai vissuto pochi attimi prima sia ormai lontanissimo.

Poche parole ti escono, per chiedere ai medici se il tuo bambino sta bene, e poi finalmente con un sospiro ti rilassi….anche se un po’ indolenzita.

Questo è quello che ho provato io!

Il momento in cui vi mettono fra le braccia vostro figlio

Aspettiamo questo momento per tutta la gravidanza, dall’attimo in cui scopriamo di essere incinta.

Finalmente quando nasce, vi mettono fra le braccia vostro figlio e magicamente è come se lui vi riconosca anche se ancora non ci vede.

Senti che i tuoi occhi si riempiono di lacrime calde dall’emozione che provi a trattenere, ma una “lascrimuccia” scende a dispetto di tutto.

Guardi il tuo bambino come se fosse la cosa più bella mai vista anche se ancora sporco di sangue.

Orgoglio e soddisfazione per avere affrontato e superato il dolore.

Un’altra cosa davvero unica è quando mettono il bambino sulla pancia e lui come una “ranocchietta” si arrampica in direzione dei capezzoli per poi iniziare a ciucciare…davvero incredibile la natura!

Primo-attacco-del-neonato-al-seno

Conclusioni

Vi ho raccontato la mia esperienza attraverso le infinite informazioni che ho imparato durante il mio percorso del parto naturale.

Come preparaci al meglio, per affrontare un parto naturale consapevole e sereno.

Cosa ho provato, prima, mentre e dopo il parto naturale e le innumerevoli sensazioni.

Quando nasce il tuo bambino, sei talmente felice che l’emozioni meno piacevoli, come per magia, scompaiono!

Hai donato la vita…un miracolo della natura che noi donne abbiamo la fortuna di provare.

Ecco che anche il dolore e le difficoltà del parto naturale, fanno parte di questa meravigliosa esperienza.

Auguri mamma…inizia la tua nuova avventura.

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6 Comments:
03/03/2022

Siiii emozionate… 😊
E ti confermo che ho tantissima voglia di abbracciarlo😍 sono alla 34^ quindi devo attendere ancora un pochino…. ma non vedo l ora che arrivi quel giorno per poterlo avere tra le mie braccia😍💙
Grazie per gli auguriiii💞
Un abbraccio

04/03/2022

Dai dai che ci sei quasi! Per me è stata la cosa più emozionante vederlo nascere!
Ancora oggi mi fermo a guardarlo per minuti sognante e incredula…non posso credere
che questo piccolo monellino era nel mio ventre meno di 1 anno fa. E’ la gioia di questa famiglia.
Un abbraccio cara.

08/04/2022

Bellissimo questo articolo … io sono alla 37 settimana e non ti nego che mi sta salendo un’ansia pazzesca perché non so che mi aspetterà … ma nello stesso tempo non vedo l’ora di poterlo vedere e abbracciare 💙

11/04/2022

Grazieee sono felice che ti sia piaciuto! Capisco come ti senti ed è normale in particolare con la prima gravidanza. Vedrai che quando arriverà il momento sarà tutto così naturale e quando sarà fra le tue braccia quasi non ricorderai i dolori delle contrazioni e del parto. Almeno per me è stato così. La felicità e l’emozione prenderanno il sopravvento. Ti abbraccio e ti faccio i miei migliori auguri per il parto. Luisa

20/01/2022

Bellissimo!! Emozionante!! Grazie per aver raccontato la tua esperienza 💞 da una futura mammina che non vede l ora di avere il suo piccolo tra le braccia!
Un bacino al tuo bimbo💞
Valeria

20/01/2022

Grazie Valeria, sono davvero contenta che il mio articolo ti abbia emozionata perché vuol dire che ho trasmesso ciò
che ho provato in quel momento. Immagino la voglia che hai di abbracciare il tuo piccolo, io non vedevo l’ora e oggi
che ha 9 mesi provo ogni giorno, emozioni diverse per ogni suo piccolo gesto e sguardo.
Tantissimi auguri e un abbraccio futura mammina.
Luisa

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