Svezzamento neonato

Svezzamento neonato
Quando e come iniziare lo svezzamento neonato. Ecco 9 consigli utili per iniziare le prime pappe con serenità per mamme e figlio.

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Lo svezzamento del neonato è il momento in cui il nostro bimbo è pronto ad assaggiare altri cibi oltre al latte.

Dal sesto mese compiuto, solo il latte non è più sufficiente a soddisfare i bisogni nutritivi del neonato, e per questo è consigliato lo svezzamento.

Sarà il nostro bimbo a mostrarci quando è pronto.

Inizierà a osservarci mentre mangiamo, cercando di allungare le mani verso il piatto e chiedendo di partecipare chiaramente al pasto dei genitori.

Questi segnali del neonato dimostrano che è pronto ad accettare il cucchiaino e gestire i cibi densi.

Allora pronti a iniziare le pappe?

Cari genitori preparatevi perché alcuni bimbi accettano subito la novità, altri meno.

Ma vedrete che con pazienza, anche i più diffidenti l’accetteranno.

Quest’articolo è una guida utile allo svezzamento del tuo bambino con le pappe.

Svezzamento neonato
Svezzamento neonato

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Lo svezzamento cos’è

Cosa vuol dire svezzamento neonato?

In realtà, anziché svezzamento neonato è più corretto chiamarla alimentazione complementare, perché il neonato a 6 mesi compiuti passerà ad un’alimentazione fatta di latte ed altri alimenti.

Mentre lo “svezzamento” vero e proprio avviene quando il bimbo abbandona definitivamente il latte.

Il latte continuerà a essere presente nell’alimentazione del neonato fino al compimento dell’anno minimo.

L’allattamento materno, comunque, potrà proseguire per tutto il tempo che la mamma e il bambino lo riterranno opportuno anche dopo il compimento del primo anno.

Spiegato ciò in quest’articolo, per comodità, continueremo a chiamarlo impropriamente “svezzamento”.

Quando iniziare lo svezzamento neonato

Le più importanti organizzazioni sanitarie internazionali consigliano il latte come alimento esclusivo del neonato fino al compimento dei 6 mesi.

Il motivo è che il neonato prima di questa età non è portato ad assumere cibi solidi.

È consigliato quindi iniziare lo svezzamento ai 6 mesi compiuti anche perché il neonato è in grado di stare seduto sul seggiolone, di aprire la bocca al cucchiaio, di rifiutare il cucchiaio girando il viso e di afferrare il cibo per portarlo alla bocca.

Svezzamento neonato dai 6 mesi compiuti
Svezzamento neonato dai 6 mesi compiuti

Svezzamento neonato a 4 mesi cosa s’intende

Spesso si sente parlare di svezzamento neonato a 4 mesi e anche io mi sono fatta qualche domanda.

Ho conosciuto mamme che hanno iniziato prima dei 6 mesi compiuti del loro bimbo.

Poi approfondendo, ho capito che intendevano l’introduzione della frutta dal 4 mese.

Se il neonato lo accetta è possibile, anche se non consigliato come visto prima, introdurre la frutta, meglio se biologica nei fuori pasto.

La frutta non sostituisce un pasto a base di latte quindi se volete dargli la frutta, scegliete un orario tra una poppata e l’altra che può essere adeguato.

Di solito iniziano con la mela, la pera o la banana evitando di mischiare i sapori.

Si prende un quarto del frutto e si grattugia, magari setacciatela per evitare che restino pezzettini più consistenti prima di iniziare a imboccarla.

Autosvezzamento cosa vuol dire

L’autosvezzamento è un’alimentazione complementare che rispetta l’innata capacità del neonato di autoregolarsi.

Quando il neonato, sempre dopo i sei mesi di vita compiuti, inizierà a interessarsi al cibo che mangiano i genitori, andrà semplicemente assecondato.

Il compito dei genitori sarà rendere adeguato il cibo al neonato (es. spezzettato a piccolissimi pezzi) che si servirà liberamente attingendo il cibo dal piatto sul tavolo.

I genitori dovranno controllare attentamente il bimbo durante il pasto per evitare inconvenienti (che riesca a ingoiare correttamente senza soffocarsi).

I genitori non seguiranno schemi temporali e rigidi per l’inserimento dei diversi alimenti.

Il bimbo dovrà essere partecipe al pasto, tenendolo a tavola e condividendo con lui questo momento.

Il momento del pasto consentirà al neonato di familiarizzare con gli alimenti.

Il bimbo si adatterà piano piano ai ritmi dei genitori.

E’ opportuno controllare insieme al pediatra la qualità e la quantità della dieta famigliare che nel caso dovrà essere corretta.

Come iniziare lo svezzamento neonato

All’inizio dello svezzamento neonato è importante non fissare degli schemi troppo rigidi.

Ogni famiglia sceglierà se proporre la tradizionale “pappa” oppure l’autosvezzamento al neonato.

Personalmente ho avuto timore a scegliere l’autosvezzamento per il mio bimbo ma ammetto che la decisione è dipesa dalle mie paure.

La tradizionale “pappa” sarà sotto forma di crema o purè e potranno essere preparati in casa omogenizzandoli.

Omogenizzare vuol dire rendere l’alimento in crema o purè in base alla consistenza desiderata della pappa.

Vi consiglio comunque di confrontarvi con il vostro pediatra che vi suggerirà un’alimentazione bilanciata e che conoscendo il vostro bimbo saprà consigliarvi in merito.

Avete mai sentito dire che il neonato non era pronto per iniziare la pappa?

Può succedere che il bimbo anche avendo compiuto i 6 mesi non si dimostra interessato ad altri alimenti che non sia il latte.

In questi casi molte mamme assecondano il neonato, aspettando qualche settimana in più in attesa che dimostri un interesse e senza avere fretta.

Personalmente, ho notato che le mamme si accorgono di questa cosa dal secondo o terzo figlio avendo già esperienza con il primo.

Il necessario per la prima pappa

Come abbiamo visto nell’articolo “cosa serve per un neonato”, anche in questo caso dobbiamo prepararci in anticipo alla prima pappa del nostro bimbo.

Ci serviranno alcune cose per iniziare lo svezzamento neonato.

Innanzitutto è opportuno abituare il bimbo a una corretta posizione.

La posizione seduta ad altezza tavolo che sarà comoda anche per la mamma per evitare problemi alla schiena.

Vi consiglio di usare il seggiolone che oltre ad essere seduto terrà il nostro bimbo relativamente fermo con le cinture di sicurezza.

La scelta dipende dallo spazio che avete a disposizione perché l’ingombro di alcuni seggioloni può portare via spazio utile.

Inizialmente per lo spazio ho utilizzato un seggiolino pappa alzasedia che si posiziona sopra una sedia della cucina e quindi non occupa altro spazio.

Questa scelta l’abbiamo fatta esclusivamente per lo spazio ma permette anche un risparmio economico.

Sinceramente ci siamo resi conto abbastanza in fretta che non andava bene.

Quando mio figlio ha iniziato a essere più attivo, a sporgersi e cercare di afferrare qualsiasi cosa abbiamo capito che dovevamo comprare un seggiolone.

Un seggiolone per la pappa parte da 55,00 euro circa e arriva intorno a 200,00 euro.

Abbiamo valutato che il nostro bimbo lo utilizzerà almeno fino a 3 anni e se il seggiolone lo consente anche per più tempo.

Togliendo il vassoio frontale del seggiolone e avvicinandolo al tavolo, se l’altezza è quella giusta, lo possiamo usare al posto della sedia e quindi per più tempo.

A questo punto abbiamo considerato una spesa più importante, con maggiori confort e sicurezze per il nostro bimbo.

Abbiamo scelto il seggiolone naturale della foppapedretti per vari motivi.

A parte l’estetica in legno che si abbina con i mobili della casa, il cuscino di rivestimento è confortevole e lavabile in PVC.

In questo modo lo passo velocemente con la spugna finita la pappa.

Le cinture garantiscono la sicurezza necessaria, nonostante lo spazio di seduta che è ambio per il bimbo.

Si posiziona a due altezze con lo schienale reclinabile a due posizioni ed ha il davanzalino per i piedi ribaltabile (infatti al momento che non tocca con i piedi lo teniamo sollevato).

E’ stabile e sicuro anche con un bimbo movimentato come il nostro.

Si chiude completamente e occupa pochissimo spazio.

Controllate per qualsiasi scelta che sia conforme alla Normativa Europea.

Le dimensioni da aperto sono: Altezza 95/71 larghezza 54 Profondità 70/78 cm (da chiuso 18 cm).

Avevamo altre opzioni, nel caso possano servirvi, con il seggiolone Chicco Polly Easy, sicuramente più economico ma con le ruote (cosa che mi piaceva) oppure il seggiolone pappa Maxi-Cosi Minla con cuscino riduttore, reclinabile e con 9 posizioni in altezza per bimbi da 0-7 anni (questo mi ispirava molto).

All fine la nostra decisione è stata per il seggiolone Foppapedretti che piaceva molto a mio marito e ammetto che ci troviamo davvero bene.

>>> Leggi anche l’articolo “9 segreti per comprare il miglior seggiolone pappa”.

Mi sono dilungata un po’ per il seggiolone pappa perché credo sia una cosa importante per il nostro bimbo e, nonostante le mie iniziali perplessità, ho capito che su quest’articolo è opportuno spendere qualcosa in più anche di tempo per la scelta.

Ma ora vi assicuro che sarò più rapida.

Allora andiamo avanti.

Per le prime pappe ci servirà:

– un piattino meglio se scaldapappa perché riesce a mantenere calda e tiepida la pappa per il tempo necessario.

Mio figlio impiegava circa 40 minuti per finire le prime pappe;

posate che suggerisco in silicone per le prime pappe e vanno bene anche per la merenda evitando fastidi alle gengive delicate del neonato e mio figlio li preferiva;

bavaglini in silicone raccogli pappa, che sono davvero eccezionali.

A mio figlio metto sotto anche un bavaglino normale, in questo modo non si sporca mai nemmeno il colletto.

Tenete presente che le prime volte il bimbo potrebbe non accettare la pappa e rigettarla;

– un bicchierino con beccuccio Nuk per bere e noi abbiamo optato per questo modello.

Ma esiste anche il bicchiere Nuk antigoccia che vi segnalo e che forse è più adatto dagli 8 mesi in su.

Noi lo stiamo valutando per avvicinarlo al bicchiere.

Se preferite un set per lo svezzamento, potete valutare quello della Chicco che comprende piatto pappacalda, piatto pappafacile, tazza training cup e primo cucchiaino tutto in un unico acquisto.

Per la conservazione in freezer delle pappe o solo del brodo potete considerare questi comodissimi vasetti Philips Avent.

Si possono mettere in freezer, lavastoviglie, scaldabiberon e sterilizzatore.

Contengono 10 vasetti da 180 ml per il brodo da conservare e 10 vasetti da 240 ml per le pappe da conservare inoltre un cucchiaino per lo svezzamento.

Mentre per un pranzo o cena fuori casa, e portare le pappe già pronte vi consiglio il portapappe portabiberon Chicco termico in acciaio inox con 2 contenitori.

Noi lo utilizziamo molto e possiamo dirvi che mantiene la pappa calda per 5 ore e tiepida per 7 ore e avendo 2 contenitori copre le due pappa per la giornata intera.

Svezzamento neonato: prima pappa
Svezzamento neonato: prima pappa

Ecco 9 consigli utili per lo svezzamento neonato

Ecco qualche consiglio utile per lo svezzamento neonato che ho costatato, essere efficace e interessante.

Alcuni bimbi accettano da subito l’introduzione della pappa ma altri fanno fatica.

Per questi ultimi, occorre qualche accorgimento in più e quindi potrebbero servirvi questi consigli.

L’importante è non demoralizzarvi al primo rifiuto e avere molta pazienza.

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Come si prepara la prima pappa per lo svezzamento neonato

Innanzitutto, quando arriva il momento dello svezzamento neonato, è importante confrontarsi con il proprio pediatra che conosce singolarmente il vostro bimbo e che può suggerirvi l’approccio adeguato.

In generale, la prima pappa in crema o purè, per lo svezzamento neonato si prepara:

– 180-200 ml di brodo vegetale filtrato con un colino.

I primi brodi si preparano con 1 litro di acqua, 1 carota, 1 zucchina e 1 patata;

– 1 cucchiaio di verdura frullata, quella usata per il brodo;

– 3 cucchiai di crema di riso o semolino o mais e tapioca o multicereali che miscelerete con un frustino per evirare i grumi.

La quantità dei cucchiai dipende dalla densità che il vostro bimbo preferisce, più liquida o più densa.

Le farine non necessitano comunque di cottura.

Queste farine sono la quota di carboidrati della pappa.

Io utilizzo spesso la Mellin perché ha le confezioni salvafreschezza e mi evita si spargere la farina nel cassettone quando la ripongo frettolosamente.

E’ importante ad ogni pappa variare il tipo di farina;

– 20 gr di carne frullata o 30 gr di pesce frullato o 20 gr di legumi meglio se prodotti freschi.

In alternativa in commercio ci sono gli omogenizzati pronti;

– 1 cucchiaino di grana padano o parmigiano reggiano grattugiato;

– 1 cucchiaino di olio extravergine a crudo;

– un quarto di frutto fresco tra mela, pera o banana (inizialmente fate assaporare singolarmente i frutti senza mischiarli), se il bimbo lo accetta a fine pasto.

Spesso il mio bimbo non lo vuole subito dopo la pappa e la propongo in un secondo momento.

Detto questo, per le mamme lavoratrici che hanno poco tempo, consiglio di preparare il brodo in quantità di 1 o 2 litri, frullare parte della verdura e miscelarla, dopo suddividerla nei vasetti da 180-200 ml e congelarli.

Alcune mamme, preparano i vasetti di pappa fresca già completa e pronta, la mettono nei vasetti più grandi da 240 ml e li congelano (in questo caso evitate il cucchiaino di grana o parmigiano e l’olio extra vergine di oliva, lo aggiungerete al momento del pasto).

Tenete presente che in frigo, il brodo e la verdura, li potete conservare massimo per 24 ore.

Preparazione: in un pentolino versate il brodo filtrato in modo che sia solo liquido e aggiungete la quantità di carne, pesce o legumi preparata anticipatamente e omogenizzata.

Con il frustino iniziate a miscelare omogeneamente con il fuoco basso.

Aggiungete poco per volta i 3 cucchiai di farina scelta (crema di riso, semolino, ecc..) continuando a miscelare con il frustino per evitare il formarsi di grumi.

Inserite il cucchiaino di grana o parmigiano miscelando.

Infine spegnete il fuoco e versate il cucchiaino di olio extravergine di oliva miscelando che può essere versato anche dopo direttamente nel piattino.

Per i bimbi che non accettano volentieri la prima pappa, consiglio di iniziare gradualmente miscelando solo brodo vegetale e 3 cucchiai di crema di riso o semolino o mais e tapioca o multicereali.

Aggiungete in ultimo un cucchiaino di olio extravergine a freddo.

Poi dopo 2 giorni se l’accetta aggiungete al resto, 20 gr di carne frullata o 30 gr di pesce frullato o 20 gr di legumi meglio se prodotti freschi.

Infine dopo 2 giorni aggiungete al resto, un cucchiaio di verdura del brodo frullata e un cucchiaino di grana padano o parmigiano reggiano grattugiato.

Questo consiglio mi è stato dato da una mamma di 3 bimbe ed ha funzionato benissimo per mio figlio e altri bimbi che conosco che non hanno accettato subito la pappa.

Il bimbo potrebbe non gradire qualcosa quindi cambiate spesso nelle prime settimane in modo da capire i suoi gusti oltre che variare.

Cosa serve per preparare le pappe durante lo svezzamento

Quando iniziamo lo svezzamento neonato preparatevi ad avere un po’ di caos in cucina, almeno i primi giorni.

La preparazione delle pappe metterà un po’ di disordine in cucina, poi vi organizzerete e sarà tutto più veloce e ordinato.

Per preparare tutto con alimenti freschi ci sono alcuni elettrodomestici che vi possono aiutare.

Il cuocipappa omogeneizzatore semplifica drasticamente i tempi.

Tra le nostre ricerche, per questo prodotto, posso suggerirvi:

Philips Avent EasyPappa Plus 4 in 1 occupa poco spazio sul piano di lavoro ed ha le opzioni necessarie;

Cuocipappa Chicco multifunzione Easy Meal dal prezzo e marca interessante;

Babymoon Nutribaby+ che, vi confesso, se avessi avuto più spazio sul piano di lavoro in cucina mi sarebbe piaciuta come scelta.

Per il brodo basterà in caso una pentola a pressione, se volete fare prima, altrimenti una pentola normale.

Con la pentola a pressione vi serviranno 20-25 minuti e con la pentola normale almeno 1 ora di cui almeno 45 minuti con coperchio chiuso per non far ritirare il brodo.

Se non avete il cuocipappa o robot, basterà un frullatore a immersione anche economico per la verdura e i legumi.

Mentre per carne e pesce servirà qualcosa di più completo e vi suggerisco Moulinex InfinyForce Pro.

Come detto prima, vi servirà anche un semplice frustino per miscelare ed evitare il formarsi dei grumi nella pappa.

Io uso manualmente quello in dotazione nel mix ad immersione per evitare che si formi aria nella pappa.

Perché niente sale nell’alimentazione del neonato

L’Organizzazione Mondiale della Sanità precisa che il sale non va aggiunto alle pappe prima dei nove mesi di vita.

I reni del neonato non sono ancora sufficientemente sviluppati per filtrare i sali.

Il consiglio è di non aggiungere il sale nelle pappe per tutto il primo anno di vita del neonato.

Consigliano, inoltre, di proseguire in questo modo quanto più a lungo possibile e usare ingredienti a basso contenuto di sale.

L’ipertensione si previene dall’infanzia e di fatto hanno costata che un bambino che eccede le dosi consigliate di sodio è potenzialmente un adulto iperteso.

La precoce esposizione al sale dai primi anni di vita, inoltre genera il rischio di obesità nell’età successive.

Tenete presente che gli alimenti hanno presente nella loro composizione il cloruro di sodio e quindi non è necessario aggiungere sale.

Alimenti da evitare o favorire per lo svezzamento neonato

Per prevenire alcune malattie in età adulta, come diabete, obesità e malattia aterosclerotica è consigliabile evitare:

– un eccessivo consumo di zuccheri semplici e grassi di origine animale;

– un eccessivo consumo di proteine animali, alternandole a quelle vegetali come i legumi;

– l’aggiunta di sale nel primo anno di vita.

Per lo stesso motivo è consigliato favorire nell’alimentazione:

– il consumo quotidiano di frutta e verdura;

– preferire i cereali integrali.

È possibile introdurre tutti i tipi di alimenti anche in età precoce, inclusi uova, pesce e tutte le verdure.

Alcuni studi hanno provato che l’introduzione di alcuni alimenti come uova e arachidi riduce il rischio di allergie.

In passato invece ritenevano che fosse meglio introdurli in maniera graduale per il problema delle allergie.

Consiglio, in ogni caso, di consultarvi con il pediatra che conosce singolarmente il vostro bimbo ed eventuali problematiche in tal senso.

Quantità di alimenti consigliati per lo svezzamento neonato

Nella pappa completa del neonato troveremo:

– una quota di carboidrati, costituita dalle farine di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, la quantità è da 1 a 3 cucchiai (ammetto che a mio figlio piace più densa e in alcuni pasti aggiungo qualcosa in più di 3 cucchiai);

– una quota di proteine, è un bene variare fin da subito la fonte di proteine oltre a carne 20 gr e pesce 30 gr, con passato di legumi di qualsiasi tipo, 20 gr se secchi e 60 gr se freschi, formaggi meglio freschi 30-35 gr (se stagionati come grana o parmigiano 10-15 gr) e le uova strapazzate o sode 50 gr (pari a 1 uovo piccolo circa).

Per le uova consigliatevi prima con il pediatra, perché ogni bimbo è differente, e sicuramente è a conoscenza del quadro generale del vostro bimbo.

Se utilizzate gli omogeneizzati, inizialmente la quantità è di mezza porzione o poco meno;

– una quota di vitamine date da un cucchiaio di verdure frullate (circa 50 gr e se le verdure sono di varie stagioni per zuppe 80 gr);

– una quota di vitamine, sali minerali, antiossidanti, fibre e acqua contenuti nella frutta se fresca pari a 80-100 gr (mio figlio inizialmente ne mangiava 40-50 gr e non lo forzavo);

– una quota di grassi, dato da un cucchiaino di olio extra vergine di olive, pari a circa 5 ml.

Le quantità andranno incrementate con il tempo adattandole alla crescita del bimbo.

Variare per far sperimentare sapori e consistenze al neonato

È importante variare inserendo alimenti differenti ad ogni pappa.

Ad esempio cambiando continuamente il tipo di “farina”, lo aiuterà a sperimentare e capire se qualche gusto non gli piace.

Mio figlio, inizialmente, non gradiva la crema di riso, quindi dopo la prima volta ho evitato di proporla nelle tre settimane successive.

Quando ho riprovato, fortunatamente è andata meglio, potrebbe essere solo questione di tempo.

Le consistenze cambiatele perché il vostro bimbo potrebbe non accettare la pappa liquida o al contrario densa.

La consistenza dipende dalla quantità della farina che aggiungete.

Nelle prime pappe, proponete 2 volte a settimana la carne, 2 volte a settimana i legumi e 3 volte a settimana il pesce variando ogni giorno.

Questo fino a quando farà una pappa giornaliera, che è quella dove il neonato inizia a sperimentare i sapori.

Anche le verdure iniziali nel brodo di patata, carota e zucchina, con il tempo possono essere incrementate con altre verdure di stagione, che andrete a frullare e inserire nella pappa.

In questo modo sentirà altri sapori.

La frutta vi consiglio di farla assaporare singolarmente per le prime volte anche per capire i suoi gusti.

Poi potrete introdurre anche la frutta mista.

Mio figlio non gradisce molto la frutta dolce e quindi se gli propongo la frutta mista, mi regolo su quali frutti inserire.

Svezzamento neonato dopo il primo mese di pappe
Svezzamento neonato dopo il primo mese di pappe

In quale orario introdurre la prima pappa per lo svezzamento

L’orario consigliato per introdurre la prima pappa è quello del pranzo.

Cercate di dare delle abitudini sugli orari, se decidete le 12.30 mantenete nel possibile questo orario.

Il neonato inizierà a percepire questo come orario per la pappa.

Dopo quanto tempo introdurre la pappa serale

Dopo circa un mese, e se il bimbo ha accettato la pappa del pranzo, è possibile inserire la pappa serale della cena.

Se notate che il neonato è ancora diffidente sulla pappa del pranzo, slittate l’inserimento della pappa serale.

Non è assolutamente un’imposizione a livello di tempo.

Per l’orario vale la stessa cosa del pranzo e cioè vi consiglio di dargli delle abitudini e di mantenerle nel possibile.

Con l’introduzione della pappa serale cercate di continuare a variare.

Se a pranzo proponete la carne, la sera potreste inserire il formaggio fresco, oltre al cucchiaino di grana o parmigiano.

Se proponete i legumi o il pesce la sera potreste inserire il prosciutto cotto 15 gr e sotto consulto del pediatra inserire l’uovo una volta a settimana che sposterei alla pappa del pranzo per le prime volte.

Allattamento al seno materno durante lo svezzamento neonato

L’allattamento materno al seno può tranquillamente proseguire a richiesta fino a quando la mamma e il bambino saranno d’accordo anche durante lo svezzamento neonato.

Tra l’altro, l’allattamento materno durante lo svezzamento neonato, aumenta la capacità del neonato di tollerare i diversi alimenti e riduce la possibilità di allergie.

Nel caso di allattamento con formula artificiale potrete continuare a dargli il latte la mattina e la sera fino al compimento del 12° mese di vita, passando alla formula 2 di proseguimento, adatto dopo i 6 mesi.

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