Educazione positiva: Principi e benefici

EDUCAZIONE POSITIVA: PRINCIPI E BENEFICI
L’educazione positiva è una filosofia educativa che offre ai genitori un approccio alternativo verso i propri figli attraverso la comprensione e l’empatia.

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L’educazione positiva aiuta noi genitori a costruire gli obiettivi educativi, durante la crescita dei nostri figli, utilizzando un atteggiamento empatico.

Quando diventiamo genitori, uno dei compiti più impegnativi e complessi è proprio educare i figli durante la crescita e possiamo usare un metodo tradizionale oppure alternativo.

Le regole esistono in qualsiasi metodo educativo, ma con l’educazione positiva sono proposte in modo autorevole anziché autoritario.

Questa è una soluzione più dolce per comprendere e rispettare i bisogni dei bambini durante la fase di crescita.

I principi dell’educazione partono dalla famiglia per poi condividerli con educatori e insegnanti.

Oggi la scuola non si occupa solo di educazione culturale ma anche di quella sociale, toccando diversi aspetti che concorrono alla formazione dell’identità di un bambino, poi di un ragazzo fino ad arrivare all’adulto.

Possiamo utilizzare quest’atteggiamento anche per migliorare la nostra educazione che, non dimentichiamo, continua a modellarsi durante il percorso della vita con l’obiettivo di creare e migliorare i rapporti sociali e famigliari.

Educazione positiva Principi e benefici
Educazione positiva: Principi e benefici

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Che cosa vuol dire educazione positiva

Educazione positiva vuol dire avere una filosofia educativa basata sulla comprensione e l’empatia, ossia costruire una relazione con i figli che insieme all’insegnamento comprenda contemporaneamente la soddisfazione dei bisogni e delle sue cure.

In questo modo, durante l’educazione del bambino, possiamo costruire autostima e rispetto reciproco, diventando una vera e propria guida durante le fasi di crescita.

Sviluppare questa capacità empatica ci sarà di grande aiuto per seguire l’educazione dei nostri figli, ma anche per costruire e migliorare i rapporti sociali di entrambi, come ho spiegato in un precedente articolo.

Come porsi per un’educazione positiva

Per costruire un’educazione positiva dobbiamo porci verso i nostri figli con un atteggiamento che include:

– una comunicazione aperta;

– una comunicazione sincera;

– trasmettere affetto;

– trasmettere comprensione;

– trasmettere sicurezza;

– trasmettere calore emotivo;

– trasmettere amore incondizionato;

– stabilire dei limiti;

– responsabilizzare in base alla sua crescita;

– premiare i risultati raggiunti.

Questa filosofia educativa si basa sul rispetto del bambino inteso come persona e favorisce il suo apprendimento con l’esempio genitoriale e l’incoraggiamento a provarci per collaborare alle quotidiane azioni famigliari.

Incoraggiare un figlio “a provarci” lo aiuterà a prendere delle decisioni e a costruire la propria autostima, ma anche ad accettare di sbagliare.

Il nostro compito di genitore è invece quello di intervenire quando sbaglia partendo da un approccio di comprensione e poi di spiegazione utilizzando un linguaggio semplice.

L’educazione positiva chi coinvolge

L’educazione positiva coinvolge sicuramente noi genitori quale metodo alternativo all’insegnamento tradizionale, ma non solo perché è riconosciuto anche da educatori, insegnanti e professionisti rivolti ad accompagnare bambini e genitori durante le fasi di crescita.

L’educazione positiva diventa, quindi, una responsabilità sociale per crescere futuri adulti migliori, in grado di avere fiducia in se stessi e nelle proprie decisioni.

Come riportato nel Codice Civile Art. 315 bis, tra i diritti di un figlio ci sono:

“l’essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni”

Codice Civile Art. 315 bis

La scelta educativa dei figli

La genitorialità ha tra le molteplici priorità anche quella della scelta educativa per i propri figli.

Non ci pensiamo fin da subito quando nasce un figlio perché nel primo anno, siamo presi dai cambiamenti e dai bisogni primari del bambino.

Il nostro pensiero è assorbito dal ristabilire un nuovo equilibrio personale e famigliare ma superata questa fase, dobbiamo fare una scelta educativa che, in primis, dobbiamo condividere noi genitori.

Che cosa vuol dire che dobbiamo condividere noi genitori?

Vuol dire che dobbiamo discutere e decidere insieme quale linea educativa seguire con nostro figlio.

Mi riferisco a ogni scelta, regola e altro perché se NON seguiamo la stessa linea educativa, rischiamo di mettere confusione anche nel bambino che deve capire e imparare da noi genitori.

Ti faccio un esempio.

Se la mamma spiega al piccolo che non può fare una determinata cosa per un motivo (o viceversa) e poi il papà invece lascia fare proprio quella cosa, cosa succede?

Il bambino capisce che allora può farla e diventa ancora più difficoltoso ristabilire una regola.

Non è finita perché andrà sempre da quella figura genitoriale che gli ha concesso di fare quella determinata azione senza intervenire con un semplice “NO” motivato.

Questo vale anche per il tipo di approccio e di atteggiamento con il bambino per quanto riguarda l’educazione.

Sicuramente è meglio discutere tra genitori queste decisioni per poi portarle avanti insieme di comune accordo e creare meno difficoltà di comprensione al bambino.

Questi sono i piccoli errori che si fanno in particolare con il primo figlio.

Educazione positiva: come inserire le regole

Le regole nell’educazione sono fondamentali ed è normale inserirle, ma dobbiamo farlo gradualmente e soprattutto in base all’età del nostro bambino che deve essere in grado di comprenderle.

A volte, non ci rendiamo conto che vogliamo insegnare ai nostri figli dei concetti troppo presto rispetto al suo grado di apprendimento che dipendono invece dalla sua età, dal suo sviluppo psico-fisico e dalle sue limitate esperienze.

Inseriamo poche regole per volta in modo che il bambino abbia il tempo di comprenderle e apprenderle.

Quando vogliamo insegnare un concetto al bambino, dobbiamo valutare il momento migliore per farlo, con un ambiente essere sereno per il piccolo e senza troppi stimoli che lo distolgano dall’attenzione.

Iniziamo ponendoci alla sua altezza, spiegando in modo chiaro e con poche parole semplici a cosa serve questa “regola”, senza dimenticare di fargli capire i pericoli di quell’azione o le conseguenze di quell’atteggiamento.

Il bambino potrebbe non rispettarle da subito ma dobbiamo continuare a portare avanti le regole con calma e decisione perché, con i suoi tempi, arriverà il momento che, con nostra gioia, dimostrerà di averle apprese.

Ricordiamo che la pazienza è fondamentale per educare i nostri figli.

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Capire le fasi di sviluppo del bambino

Alle basi dell’educazione positiva vi sono la comprensione e la conoscenza dello sviluppo del bambino.

A cosa ci serve questa conoscenza?

Spesso ci aspettiamo da nostro figlio una comprensione di un insegnamento che ancora il suo cervello non è in grado di accogliere.

Qui entrano in gioco la famosa empatia e il saperci mettere nei suoi panni per capire cosa può provare in quel momento il bambino.

Per comprenderlo meglio, dobbiamo valutare anche la singola situazione che porta un determinato atteggiamento del bambino, vista ai nostri occhi in quel momento come un “capriccio”, quando magari è causata semplicemente da stanchezza, fame, sete o solo perché si trova in un ambiente ricco di stimoli che non è in grado di gestire.

Come dico sempre, essere genitore è il compito più difficile al mondo!

Gli adulti siamo noi e dobbiamo saper accogliere le sue emozioni, prenderlo in braccio e aiutarlo a calmarsi perché siamo in grado di capire che si tratta di un momento passeggero.

Il piccolo in quella fase NON è sicuramente in grado di capire alcuna spiegazione, quindi, meglio rimandare.

Solo quando il bambino sarà calmo, potremmo spiegargli qualcosa e dargli un insegnamento.

Sarebbe inutile farlo quando il bambino è in uno stato emotivo di rabbia o di stanchezza perché non ci ascolterebbe.

I benefici dell’educazione positiva

L’educazione positiva consente di far crescere bambini e ragazzi, seminando le basi solide dell’autostima e della sicurezza in se stessi.

In quale modo?

Da adulti si sentiranno degni di amore a prescindere dai risultati raggiunti e saranno in grado di comprendere le proprie emozioni quale espressione individuale che possa guidarli ad ascoltare i propri bisogni e prendersi cura di se stessi.

Tutte basi che saranno utili per le loro scelte di vita.

Sai come si traduce tutto questo per noi genitori?

Sicuramente in minore stress emotivo per l’educazione dei nostri figli grazie ad un rapporto equilibrato e sereno, costruito sulla fiducia e il rispetto reciproco.

La differenza tra autorità e autorevolezza

L’autorità è un’imposizione decisionale verso un altro senza alcun bisogno di spiegazione, data solo dal nostro grado che in questo caso è di “adulto” verso il “bambino”.

Con l’educazione positiva, il bambino riconosce nel genitore la sua autorevolezza, in grado di saper influenzare il suo atteggiamento verso qualcosa che gli stiamo insegnando.

In quale modo possiamo influenzare il bambino con l’autorevolezza?

Attraverso la fiducia e il rispetto dei nostri figli, che dobbiamo guadagnarci attraverso il buon esempio e un atteggiamento rivolto a spiegare e NON a comandare.

Quando vogliamo dare un insegnamento, dobbiamo usare un tono serio e spiegare con parole semplici e adatte all’età del bambino in modo che sia in grado di comprendere quanto desideriamo trasmettere con la comunicazione.

In passato, l’educazione era impartita per la maggior parte con autorità e senza far comprendere i motivi di ogni insegnamento, causando insicurezza e timore nel fare le proprie scelte.

Prova a pensarci e dimmi quale tipo di educazione hai ricevuto, se basata sull’autorità o sull’autorevolezza?

Dopo che avrai risposto a questa domanda, pensa al tuo grado di autostima e sicurezza in te stesso se corrisponda a quanto spiegato.

Gli aspetti che tocca l’educazione

L’educazione tocca tutti gli aspetti della personalità di una persona e coinvolgono stimoli che provengono sia dall’interno, come la famiglia, sia dal mondo esterno, nei vari luoghi dove siamo a contatto con altre persone.

L’educazione, infatti, coinvolge aspetti come:

– il carattere;

– la personalità;

– gli affetti;

– sviluppo umano;

– sviluppo fisico;

– sviluppo intellettuale.

Utilizzando l’educazione positiva, tutti questi aspetti, acquistano una luce differente e volta ad apprendere anche dalle proprie esperienze e consapevolezze.

Hai mai sentito dire che sbagliando s’impara?

In molti casi è proprio così e con i bambini vale lo stesso, a patto che siano sbagli che NON danneggi la sua sicurezza o quella di altri.

Per insegnare dobbiamo tenere conto di tutti gli aspetti e di quali effetti potrebbe avere su nostro figlio.

Educazione positiva
Educazione positiva

Educazione positiva: come creare degli spazi di comunicazione

Nella vita quotidiana ci sono inevitabilmente dei conflitti in famiglia o nel mondo esterno che sono semplicemente frutto di relazioni umane.

I conflitti ci sono anche con i nostri figli e cambiano durante la fase di crescita, ma servono anche per crescere e imparare.

Possiamo, infatti, utilizzare un momento di conflitto e trasformarlo in un momento di crescita e insegnamento sia per noi sia per nostro figlio.

Per farlo, può esserci d’aiuto creare uno spazio di comunicazione.

In che modo possiamo creare uno spazio di comunicazione?

Seguimi, te lo spiego subito.

Scegliamo un angolo di una stanza, dove creare il nostro personale spazio di comunicazione con i nostri figli.

Qui possiamo metterci uno di fronte all’altro, alla stessa altezza e iniziare ad ascoltare cosa gli ha creato quella rabbia o reazione, senza giudicare o ribattere.

Nostro figlio deve avvertire che noi vogliamo solo ascoltare tutto ciò che ha causato quel suo stato emotivo, sentendosi libero di esprimersi.

Quando avrà finito il suo sfogo, diamo una spiegazione alle sue emozioni, facendolo sentire compreso e infine aiutiamolo a capire come gestire la situazione la prossima volta.

Reprimere le proprie emozioni è più dannoso che esternarle, il nostro compito è comprenderle e incanalarle verso una reazione positiva.

Anche nella coppia è importante creare un proprio spazio di comunicazione che di solito è la camera matrimoniale, quel luogo dove potersi confrontare, capire e spiegare per ritrovare la serenità dopo una discussione.

Come usare un’educazione positiva nella vita di tutti i giorni

Durante il lungo percorso della vita, i concetti dell’educazione s’intrecciano nei vari ambiti sociali.

L’educazione è una base fondamentale per creare relazioni sociali sane, come ne avevo già parlato in un precedente articolo.

Non ci rendiamo conto ma continuiamo a imparare da ciò che vediamo, ascoltiamo e affrontiamo per migliorarci e raggiungere i nostri obiettivi.

I diversi aspetti dell’educazione personale cambiano di continuo e i migliori insegnamenti arrivano proprio grazie alla nostra capacità di empatia verso una determinata persona o situazione.

Ebbene, l’educazione positiva si può utilizzare per migliorare i nostri rapporti sociali, imparando a migliorare la capacità d’ascolto e di comprensione verso gli altri con il risultato di costruire e trasmettere il rispetto, un valore importantissimo nelle relazioni.

Educazione positiva: i libri da leggere

Arrivati a questo punto, posso solo dirti che hai le informazioni di base per capire se vuoi approfondire ulteriormente questa filosofia di educazione e leggere dei libri.

Ecco alcuni libri sull’educazione positiva che puoi considerare se vuoi seguire questa filosofia:

La disciplina positiva: crescere bambini responsabili, indipendenti e collaborativi, in famiglia e a scuola, con rispetto, fermezza e gentilezza;

Educare senza urlare: i 7 pilastri dell’educazione infantile. Farsi Ascoltare, senza capricci con la disciplina positiva, gestendo al meglio le emozioni di tuo figlio aumentando fiducia e autostima;

Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni.

Conclusioni

La scelta di un metodo educativo positivo o oppure tradizionale dipende proprio da noi genitori.

Per decidere quale metodo seguire dobbiamo capire la differenza tra i due concetti educativi.

Per questo motivo, abbiamo visto quali sono i principi e i benefici di un’educazione positiva.

Questo metodo richiede maggiore impegno oltre a una costante pazienza durante la crescita dei nostri figli.

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6 Comments:
16/04/2024

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24/04/2024

Ciao Cecile, sono molto felice che ti abbia rallegrato la giornata.
Luisa

04/01/2024

Ciao Luisa, sono felice di vederti così impegnata in questa ricerca di rapporti con tuo figlio. È stato anche il mio obiettivo quando i miei figli erano piccoli, e penso siano la preoccupazione di tutti i genitori verso i loro bambini. Brava! Tu sei molto diversa da tuo papà, e soprattutto molto più intelligente. Ti stimo molto.

08/01/2024

Ciao Pino, ti ringrazio per le tue parole. Costruire un sano rapporto con i figli è importante per ogni genitore e oggi ci aiuta moltissimo l’informazione. Grazie ancora. Luisa

08/12/2023

Luisa ti ringrazio davvero per i tuoi articoli e i tuoi suggerimenti da mamma a nonna nel mio caso…..

16/12/2023

Cinzia ti ringrazio di cuore, sono molto felice che i miei articoli siano utili ad altri genitori, nonni o zii per i loro bimbi.

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